Sanità

nov102011

Assobiomedica, nel 2010 speso il 6,8% in ricerca

L'accesso ai finanziamenti pubblici per investimenti in ricerca, innovazione di prodotto, sistemi informatici è ancora modesto, soprattutto per le aziende più piccole che non riescono ad accedervi. È questo il principale problema emerso dal I Rapporto su Ricerca e Produzione in Italia nel settore dei dispositivi medici, presentato da Assobiomedica, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e università Milano-Bicocca a Cernobbio al II Forum della Ricerca Sanitaria. Solo il 14% delle imprese ne ha usufruito più di una volta, il 35% in via sporadica, e il restante 51% non ne ha mai usufruito. Le aziende produttrici di dispositivi biomedici nel 2010 hanno investito il 6,8% della loro produzione nazionale in ricerca e sviluppo, pari a 460 milioni di euro, e il 2% in indagini cliniche. Il mercato nazionale del settore ammonta a 8.600 milioni, di cui il 73% è rappresentato da domanda pubblica. Complessivamente sono 700 le imprese di produzione di dispositivi biomedici, cui il 15% multinazionali concentrate nelle Regioni del Nord (77%) rispetto al Centro (20%) e al Sud (3-4%). Il 13% è rappresentato da aziende che producono componenti per conto terzi. Le regioni a maggior concentrazione di imprese sono Lombardia, Emilia Romagna, e Veneto, seguite da Lazio e Toscana. Una delle caratteristiche di questo comparto è quella di concentrare la maggior parte della produzione in Italia e non delocalizzare il processo produttivo in paesi a basso costo del lavoro.


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