Sanità

ott312011

Assobiomedica, recepire direttiva sui ritardi nei pagamenti

«Eliminare dal disegno di legge comunitaria 2011 il recepimento della nuova direttiva europea di contrasto ai ritardati pagamenti significa togliere ulteriormente ossigeno alle imprese». Così Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica, l'Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese produttrici di dispositivi medici, commenta il parere della Commissione Bilancio della Camera di non recepire in anticipo la direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. «Le aziende del nostro settore sono al collasso» afferma in una nota «e hanno bisogno di iniziative che rilancino il sistema industriale del Paese e sostengano lo sviluppo economico e non di atteggiamenti che non guardano alla crescita». «Recepire subito la direttiva» continua «sarebbe stata una linfa per le imprese a oggi soffocate dalla consolidata prassi delle Regioni che pagano con ritardi la cui media nazionale si aggira intorno ai 300 giorni con punte di 940 giorni in Calabria, 779 in Campania e 856 in Molise». A tutto ciò, ricorda Rimondi si aggiunge «la scarsa liquidità delle banche e il costo del credito che rischiano di mettere in ginocchio un settore che ha come cliente principale le Asl e le strutture ospedaliere». Di qui l'invito al Governo ad assumere un atteggiamento di responsabilità mantenendo nel disegno di legge comunitaria 2011 la direttiva sui ritardati pagamenti.


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