Sanità

set112015

Assofarm, presto un primo gruppo di acquisto che farà da apripista

Assofarm, presto un primo gruppo di acquisto che farà da apripista
Dare vita, quanto prima, a un primo gruppo di acquisto formato da qualche decina di farmacie comunali, apri-pista di un processo che in futuro potrà coinvolgere ogni altro associato, e far evolvere Assofarm da sola organizzazione di rappresentanza politica a soggetto promotore di sinergie operative delle proprie associate. Perché la necessità è quella di razionalizzare maggiormente le politiche degli acquisti delle farmacie comunali e soprattutto di partire, di avviare un processo misurandone i risultati fin da subito, monitorando punti critici e potenzialità, con una sperimentazione sul campo. Sono questi alcuni dei messaggi al centro dell'editoriale del Notiziario di Assofarm a firma del presidente, Venanzio Gizzi, che riflette sulla situazione attuale delle farmacie e riporta alcuni spunti emersi nella ultima Assemblea federale. «Lo sviluppo di strategie di acquisti comuni» è la riflessione contenuta nell'editoriale «non comporta necessariamente la creazione di una nuova struttura con costi ulteriori, perché esistono professionisti esterni in grado di fare questo. Non vi è alcuna perdita di autonomia per ogni singola impresa, ma la cessione di parti di attività molto specializzate e con competenze ad-hoc verso strutture funzionali, che lasciano alle nostre associate ogni decisione applicativa. Si tratta, infine, di una modalità operativa perfettamente compatibile con le diversità dimensionali e territoriali di ogni azienda nostra associata». Quanto prima, si legge ancora, "daremo il via ad un primo gruppo di acquisto formato da qualche decina di farmacie comunali, apri-pista di un processo che in futuro potrà coinvolgere ogni altro associato. Il tutto senza escludere proposte di altro tipo». Perché «provare soluzioni dopo attente riflessioni e analisi è una necessità sia di bilancio che politica. Abbiamo bisogno di essere pronti a nuovi tipi di concorrenza previsti dai recenti provvedimenti legislativi, dobbiamo dare concreti segni di cambiamento ai Comuni nostri proprietari. Da ultimo, infine, la necessità di aumentare la marginalità delle nostre farmacie è diventato indispensabile anche per il perseguimento di nostri obiettivi di tipo sociale e per attuare le migliori politiche sanitarie che da sempre sono il tratto distintivo dell'azione delle farmacie comunali».

Francesca Giani

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