Sanità

mag152020

Assogenerici, equivalenti tengono e biosimilari crescono: consuntivo 2019 e conferma di Häusermann a vertice

Assogenerici, equivalenti tengono e biosimilari crescono: consuntivo 2019 e conferma di Häusermann a vertice

Rinnovo delle cariche in Assogenerici e la conferma alla presidenza di Enrique Häusermann. Presentato il consuntivo 2019: tenuta degli equivalenti e una crescita dei biosimilati (+80%)

Governance, prontuario, tetti di spesa, accesso al mercato, flessibilità regolatoria e sburocratizzazione dei rapporti con la Pa, meccanismi di gara in ospedale, ma anche un consuntivo 2019 che parla di tenuta degli equivalenti sull'arretramento e di una crescita dei biosimilati (+80%). Questi i temi in agenda nell'epoca del post-Covid per Assogenerici presentati ieri con il rinnovo delle cariche e la conferma alla presidenza di Enrique Häusermann (Eg SpA).

Generici-equivalenti: tenuta sull'arretramento

Nel 2019, nel canale farmacia, i generici-equivalenti hanno assorbito il 22,16% del totale del mercato a confezioni (era il 22,23% nel 2018; -007%) e il 14,1% del mercato a valori (13,8 l'anno recedente; +0,3%): l'89% delle confezioni vendute è classificato in classe A, dove rappresentano il 30,2% delle confezioni totalmente rimborsate dal Ssn (24,1%della spesa). Performance "tutto sommato positiva rispetto al generalizzato arretramento sia del mercato farmaceutico complessivo sia del mercato dei branded a brevetto scaduto" si legge nella nota.
Tra i farmaci rimborsati dal Ssn, le aree terapeutiche in cui si registra la maggiore diffusione degli equivalenti sono quella degli inibitori di pompa protonica (50,60% a unità) e dei biguanidi semplici (ipoglicemizzanti, 50,30% a unità). Seguono beta-bloccanti, statine e Ace-inibitori. Per quanto riguarda la classe C, a totale carico del cittadino, la molecola a maggior incidenza di utilizzo di farmaci equivalenti si conferma il Lorazepam (tranquillanti, 25%).
Ammonta infine a 1.095 milioni di euro la quota versata come differenziale di prezzo dai cittadini per ritirare il brand al posto dell'equivalente: l'incidenza maggiore a livello regionale, peraltro in crescita sul 2018, si registra in Sicilia (15,8% della spesa regionale Ssn nel canale retail) e nel Lazio (15,7%). Quella più bassa si registra invece ancora una volta in Lombardia, dove il differenziale quota il 10,9% della spesa regionale Ssn in farmacia.
Nel canale ospedaliero, infine, nel 2019 i generici-equivalenti hanno assorbito il 29,8% del mercato a volumi (+2,5% sul 2018) e il 6,3% del mercato a valori, in un panorama caratterizzato dalla predominanza assoluta dei prodotti in esclusiva, titolari del 32,4% dei volumi e del 91,3% del giro d'affari di settore.

Biosimilari: 2019 anno da incorniciare, +80% di crescita

Nel 2019 le molecole biosimilari sul mercato italiano sono salite a 14: adalimumab, enoxaparina, epoetine, etanercept, filgrastim, follitropina alfa, infliximab, insulina glargine, insulina lispro, pelfigrastim, rituximab, somatropina, teriparatide e trastuzumab biosimilari hanno assorbito il 30% dei consumi nazionali (17% nel 2018) contro il 70% (83% nel 2018) detenuto dai corrispondenti originator, registrando una crescita complessiva dei consumi del 78,9% rispetto ai dodici mesi precedenti. Cinque le molecole protagoniste sul mercato nazionale del sorpasso nelle vendite di biosimilare rispetto al biologico originatore, tutte con dati in crescita: filgrastim, i cui 5 biosimilari in commercio hanno assorbito il 95,87% del mercato a volumi, le epoetine, che hanno assorbito l'84,9% del relativo mercato a volumi, rituximab già in grado di assorbire l'85,74% del mercato di riferimento e infliximab che è arrivato a totalizzare l'84,16% del mercato a volumi, infine, etanercept che totalizza il 52,92% del mercato totale della molecola.

Ridefinire la supply chain internazionale delle forniture

«Il nostro primo obiettivo - spiega Hausermann - dovrà essere quello di lavorare a ridefinire la supply chain internazionale delle forniture, scommettendo con il Governo su una nuova politica industriale per il farmaco, con al centro un'attenta riflessione sulla sostenibilità del segmento equivalenti, biosimilari e value added, che ha dato un contributo essenziale durante questa pandemia ed ancora lo darà in futuro. Serve un piano di politica industriale che ci consenta di sfruttare tutte le occasioni di rilancio e investimento del post crisi Covid-19, traendo spunto dalla difficile esperienza di questi mesi. Oggi si può e si deve mantenere la velocità di reazione che c'è stata attraverso la collaborazione con l'Aifa e trasformarla in un nuovo progetto per il futuro della farmaceutica nel nostro paese: se noi siamo sostenibili, potremmo rimanere il partner importante del Ssn che abbiamo dimostrato essere».
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