Sanità

giu242016

Astrazeneca: per l'azienda anglosvedese la parola d'ordine è prudenza

Astrazeneca: per l’azienda anglosvedese la parola d’ordine è prudenza
«Nonostante noi abbiamo reso pubblica la nostra posizione pro-remain, rispettiamo il risultato di questo (e qualsiasi) referendum in quanto espressione democratica della volontà della popolazione britannica. La posizione di Astra Zeneca è di non speculare, di non reagire in fretta commentando o immaginando potenziali impatti quando ancora ci sono tanti punti da chiarire». Parla Pablo Panella, AD di Astra Zeneca Italia. La multinazionale si è schierata per la permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea con oltre 200 aziende britanniche sulle pagine dei principali quotidiani britannici. «Noi non ci siamo schierati nel timore di chissà quali catastrofi. Crediamo che il paese dove ha sede la nostra azienda possa avvantaggiarsi in un contesto comunitario nel quale sia favorito il libero afflusso di merci, persone, capitali. Abbiamo 6 mila addetti distribuiti tra la sede nuova di Cambridge dove sono stati spostati il commerciale e l'area Ricerca e Sviluppo, e c'è la vecchia sede di Manchester. Non tutti sono cittadini britannici. Molti vengono da paesi Ue e se ad esempio come si dice dopo l'uscita dall'Ue ci vorrà il visto per viaggiare nell'Europa continentale per loro spostarsi non sarà facile. E ancora l'afflusso da tutto il mondo di talenti tra i ricercatori ha in questi anni costituito, crediamo, un vantaggio per il Regno Unito».

Il trasferimento di sede della multinazionale in un altro paese Ue per ora non è in vista. «Siamo ancora in una fase precoce. Molto dipenderà dal modello di integrazione verso il quale vorranno andare il Regno Unito da una parte e l'Unione Europea dall'altra, senza dimenticare che ci sono validi modelli in Norvegia e Svizzera. Dovremo aspettare cosa accadrà, stare attenti ai segnali». Ora gli inglesi vorrebbero un'uscita lenta, morbida, negoziata mentre Bruxelles sembra più intransigente... «Le implicazioni di questo referendum sono tante. Noi abbiamo la "mission" di innovare per portare terapie ai pazienti. E ci troviamo in una fase "precoce" per commentare il momento politico. Di certo, AstraZeneca sosterrà cautela e prudenza nel valutare i suoi prossimi passi».
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