Sanità

ott102018

Audizione su legge trasparenza. Farmacie già attrezzate per fornire dati

Audizione su legge trasparenza. Farmacie già attrezzate per fornire dati
Il progetto di legge in materia di trasparenza dei rapporti tra imprese produttrici, operatori del settore salute, organizzazioni sanitarie, che ricalca il metodo anglosassone per l'accesso agli atti noto come Freedom of Information Act (Foia) trova le farmacie già attrezzate per trasmettere qualsiasi informazione dal punto di vista informatico. È quanto ha dichiarato il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, in audizione in commissione Affari sociali alla Camera Proposta di legge "Disposizioni in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie".
«Il progetto di legge - ha affermato Cossolo - trova la nostra più ampia condivisione. La farmacia già agisce con rapporti di trasparenza nei confronti della Pubblica amministrazione per quello che riguarda i dati di vendita del farmaco. La prima attività che deve essere messa in atto per governare un sistema deve essere la conoscenza del dato. La farmacia è assolutamente attrezzata per trasmettere qualsiasi informazione dal punto di vista informatico». Contestualmente, Cossolo ha anche chiesto specifiche e chiarimenti, in particolare, sul soggetto a cui è in carico il conferimento dei dati e, sempre in tema di trasparenza, sulla soglia dei 10 euro del valore unitario, prevista dal testo in esame, considerando che il valore dei materiali promozionali che le aziende inviano alle farmacie per quanto riguarda Sop e Otc, è in genere superiore. Inoltre, ha sottolineato che in merito alla partecipazione azionaria, va separata la gestione del patrimonio come attività di risparmiatore dall'ingresso in quota capitale in un'azienda farmaceutica.

La pdl ha trovato il consenso anche da parte dei medici: la Fimmg, anch'essa in audizione, ha sottolineato come "qualunque strada verso la trasparenza dei rapporti si un'ottima cosa". Ma ha avanzato una richiesta: per quanto riguarda la parte della legge "che prevede che il singolo soggetto che ha rapporti con il Ssn, quindi anche il medico di medicina generale, deve comunicare l'acquisizione di quote azionarie di aziende che hanno contatti con il Servizio sanitario stesso, la normativa non si trasformi in un sistema di sfiducia verso la figura del medico che, per quanto ci riguarda, non ha più da decenni quelle caratteristiche che si potrebbero fraintendere in una situazione del genere". Grazie a queste disposizioni, si legge negli atti parlamentari che riguardando l'iter della norma, i cittadini possono chiedere alle pubbliche amministrazioni, senza obbligo di giustificare la richiesta, dati e documenti che esse non sono obbligate a pubblicare, con limiti espressamente indicati e relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti. In sostanza, il diritto di accesso si qualificherà caso per caso, secondo il tipo di dato al quale sia chiesto l'accesso.(SZ)
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