Sanità

gen212019

Aumento prezzo dei farmaci, Federfarma chiarisce: c'è differenza tra mercato libero e vigilato

Aumento prezzo dei farmaci, Federfarma chiarisce: c’è differenza tra mercato libero e vigilato
L'aumento dei prezzi dei farmaci, nello specifico farmaci di fascia C con ricetta sul cui prezzo le aziende produttrici possono intervenire per legge ogni due anni, ha generato "notizie imprecise" e un messaggio "scorretto e del fuorviante per il cittadino". A dirlo è Marco Cossolo, Presidente di Federfarma che interviene nel dibatto sollevato sulle pagine di stampa nazionale, in seguito alla diffusione delle tabelle con i possibili aumenti. La nota della Federazione intende, in primo luogo, chiarire che mentre i prezzi della fascia C con ricetta, "possono essere aumentati da parte delle aziende produttrici ogni due anni, nel mese di gennaio degli anni dispari" e su tali aumenti di vigila l'Aifa con monitoraggio sugli incrementi che non possono superare l'inflazione programmata, i prezzi dei medicinali senza obbligo di ricetta medica, "sono stabiliti autonomamente da ciascun esercizio (farmacia, parafarmacia o corner del supermercato)".

«I prezzi dei medicinali di fascia C con ricetta, cioè di farmaci considerati non essenziali o per i quali esiste un farmaco corrispondente in fascia A a carico del SSN - interviene Cossolo - sono stabiliti dalle aziende produttrici. Gli aumenti di prezzo si ripercuotono sulle farmacie che acquistano i farmaci dalle aziende a prezzi più alti. Sui farmaci di fascia C con ricetta le 19.000 farmacie esistenti su tutto il territorio nazionale possono liberamente praticare uno sconto, operando quindi in concorrenza tra loro. È scorretto, e del tutto fuorviante per il cittadino, parlare di sconti sui farmaci senza obbligo di ricetta, perché questi farmaci - farmaci da banco (Otc) e senza obbligo di prescrizione (Sop) - non hanno un prezzo massimo sul quale si possano fare sconti; ogni operatore pratica il prezzo che vuole in base alle condizioni di acquisto. Anche l'affermazione secondo la quale i prezzi dei farmaci senza ricetta sarebbero sempre più bassi nei supermercati non corrisponde alla realtà perché questo può essere vero per alcuni prodotti civetta, ma non per tutto il paniere dei medicinali senza ricetta. Va anche considerato che i supermercati mettono in vendita solo pochi tipi di farmaci, mentre nelle farmacie sono reperibili tutti i medicinali senza ricetta, compresi quelli meno richiesti.

Il fatto che per i medicinali di fascia C con ricetta si sia mantenuto un prezzo massimo vigilato - prosegue il Presidente di Federfarma - è per dare garanzie al cittadino che non si verifichino aumenti incontrollati, trattandosi di farmaci comunque più delicati di quelli che non richiedono la ricetta medica». Secondo Cossolo, quindi «non è possibile mettere sullo stesso piano i medicinali di fascia C con ricetta e i prodotti senza ricetta (Sop e Otc), in quanto si tratta di due mercati completamente diversi, il primo vigilato e il secondo totalmente libero, relativi a medicinali con caratteristiche diverse, che richiedono tutele diverse a garanzia del cittadino. Non è la stessa cosa acquistare un semplice farmaco per il mal di testa, che può anche avere un prezzo libero, o acquistare un farmaco stupefacente, un antibiotico o un ormone a prezzo vigilato».
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