Sanità

feb132012

Australia, appello contro medicina alternativa

Sono 400, tra scienziati, medici e ricercatori i firmatari di un appello che chiede di chiudere i corsi universitari che insegnano le medicine alternative complementari (Cam), definiti «ciarlataneria» e «pseudo-scienze», e si sono battezzati Friends of Science in Medicine.

Sono 400, tra scienziati, medici e ricercatori i firmatari di un appello che chiede di chiudere i corsi universitari che insegnano le medicine alternative complementari (Cam), definiti «ciarlataneria» e «pseudo-scienze», e si sono battezzati Friends of Science in Medicine. Gli atenei chiamati in causa sono 19, si trovano in Australia e l'appello, tra i cui autori ci sono nomi eccellenti, come l'inventore del vaccino contro il tumore del collo dell'utero, Ian Frazer, il biologo Sir Gustav Nossal e John Dwyer, consigliere del governo australiano sulle frodi sulla salute dei consumatori, per la loro chiusura è stato inviato al board della Commissione nazionale sull'università australiana. La questione è, tra le altre cose, il finanziamento pubblico a corsi di laurea e la copertura assicurativa per trattamenti di iridioterapia o discipline similari. «Ora basta» chiedono «i soldi dei contribuenti non devono essere sprecati in finanziamenti, per questi corsi non devono essere fatte agevolazioni governative e le assicurazioni sanitarie non devono coprire i trattamenti per queste sciocchezze». «È un appello giustissimo» ha dichiarato Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano «e se mi chiedessero di firmarlo lo farei certamente. Bisogna far capire che si tratta di conoscenze che non hanno nessuna base scientifica. Mi auguro che l'appello si estenda anche all'Europa. Da noi c'è molta confusione, i medici omeopatici hanno un titolo di laurea in medicina e sono accolti anche negli ordini, ma secondo me non dovrebbe essere così». Tuttavia sono sempre di più coloro che si rivolgono alle Cam: «A usarle, in tutto il mondo» ha voluto sottolineare Simonetta Bernardini, presidente della Società italiana di omeopatia e medicina integrata (Siomi) «sono soprattutto i malati cronici e i pazienti oncologici per attenuare i danni da chemioterapici. E questo è un dato che dovrebbe far riflettere, evidentemente non hanno trovato sufficienti risposte nella sola medicina ortodossa». E ha aggiunto: «C’è bisogno, eccome, di integrazione delle cure e di destinare adeguate risorse alla ricerca scientifica nelle Cam le quali, peraltro, laddove sono state accolte e utilizzate nei servizi sanitari pubblici hanno fornito sempre più evidenze di efficacia». E sulla formazione ha concluso: «La medicina deve svilupparsi in ambito accademico, bene hanno fatto pertanto le più prestigiose università americane a redigere le linee guida per la formazione universitaria nelle Cam».


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