Sanità

apr122017

Autoanalisi e caso Piemonte, Libere parafarmacie italiane: Governo non ci rappresenta

Autoanalisi e caso Piemonte, Libere parafarmacie italiane: Governo non ci rappresenta
Il caso del Piemonte è l'ennesima dimostrazione di un Governo che non rappresenta le Parafarmacie e di linee guida del ministero della Salute in conflitto con quelle regionali che descrivono, nella maggior parte dei casi, le parafarmacie come centri della salute. Così le Libere parafarmacie italiane, rappresentate dal presidente Ivan Ruggiero, intervengono nel dibattito aperto dalla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale una legge regionale del Piemonte affermando che l'erogazione di servizi di autoanalisi va limitata alle farmacie convenzionate e non esteso alle parafarmacie. «La Corte costituzionale parla di maggiori vincoli per le farmacie nei confronti delle parafarmacie, ma è ovvio che in farmacia essendoci più prodotti e farmaci da gestire ci siano più vincoli e obblighi, ma non è messa in discussione la professionalità del farmacista. La tutela della salute pubblica non è data dal luogo, ma dal farmacista che vi opera. Il fatto che decreti sui servizi o testi di leggi sanitarie non parlino di parafarmacie non significa che le stesse non possano erogare servizi. Significa, invece, che le normative sono vecchie e si devono aggiornare alla realtà nuova delle parafarmacie».

E prosegue: «Esistono delibere che hanno permesso alle parafarmacie di poter essere utilizzate come nuove interfaccia tra Asl e cittadino, proprio attraverso l'espletamento del Servizio "Cup" in diverse Regioni. Senza parlare dei pareri dell'Antitrust, che più volte si è espresso a favore dei servizi in parafarmacia, sottolineando che limitarli significa mettere in atto comportamenti lesivi delle norme e dei principi a tutela della concorrenza. Le Parafarmacie, subiscono già troppe umiliazioni e discriminazioni. I servizi devono essere svolti da personale qualificato e nelle parafarmacie è presente il farmacista, garante della salute pubblica. Vanno erogati in locali idonei e le Parafarmacie ne dispongono. Attraverso il Ministero sono in possesso di un codice univoco e di locali sono riconosciuti idonei dal Ministero, dalle Regioni e dalle Asl. Non si può togliere al farmacista la propria laurea e definire le parafarmacie "esercizi commerciali", i loro titolari poiché farmacisti, pagano l'Enpaf e non l'Inps come previdenza, quindi non siamo commercianti».
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