Sanità

feb92017

Automedicazione, flessione anche nel 2016. Regnault: servono leve di lungo periodo

Automedicazione, flessione anche nel 2016. Regnault: servono leve di lungo periodo
Continua la contrazione del mercato dei farmaci di automedicazione, con una flessione del 3,9% sulle confezioni vendute (poco meno di 292 milioni nel 2016) e dell'1,9% in termini di giro d'affari, in coincidenza con una stagione influenzale 2016/2015 a bassa incidenza. Questo quanto emerge dalle elaborazioni su dati Ims Health di Assosalute, l'Associazione nazionale farmaci di automedicazione. Rispetto al 2015, si legge in una nota, «il settore perde oltre 11 milioni di confezioni che, per la prima volta da oltre un decennio, scendono sotto i 300 milioni, mentre la contrazione dei volumi dal 2007 al 2016 è stata pari al 2,4% medio annuo». Nel dettaglio, «a mostrare una diminuzione in termini di confezioni e di fatturati sono sia gli OTC (Over The Counter) sia i SOP, ma i trend sono peggiori per primi, con -4,4% a volumi (219 milioni di pezzi) e -2,3% a valori (poco meno di 1,8 miliardi di euro).

I Sop, grazie a una buona performance dei farmaci contro le affezioni dell'apparato respiratorio, fanno osservare una diminuzione pari al -2,5% sul fronte delle confezioni vendute (poco meno di 73 milioni) e al -0,7% per quanto riguarda la spesa (641 milioni di euro)». Analizzando le classi terapeutiche, «i farmaci per la cura delle sindromi da raffreddamento, gli analgesici e i farmaci contro i disturbi dell'apparato gastrointestinale rimangono le principali categorie del mercato, cumulando oltre il 75% delle vendite a volumi e quasi il 69% di quelle a valore». Sul fronte dei canali, «si confermano stabili le dinamiche competitive: la farmacia continua a essere il canale privilegiato per l'acquisto dei farmaci senza obbligo di ricetta (91,2% delle vendite a volumi, 92,5% a valori).

Tuttavia, mentre farmacia e parafarmacia fanno osservare trend negativi e in linea con il mercato nel suo complesso, i corner della Grande Distribuzione Organizzata, pur rappresentando una quota residuale del mercato, mostrano, in controtendenza, dati di vendita positivi e in decisa crescita». In generale, quello che emerge, è il commento di Agnès Regnault, presidente di Assosalute, «è che il comparto fatica a trovare leve di crescita e di sviluppo sul lungo periodo. Tuttavia, la crescita che interessa più in generale l'area del self-care sottolinea l'attenzione alla cura e al benessere da parte delle persone. E i farmaci di automedicazione possono avere un ruolo importante nell'accrescere l'autonomia e la consapevolezza nelle scelte relative a farmaci e salute. Questo implica riconoscere la specificità dei farmaci da banco rispetto agli altri prodotti per la salute e favorire l'allargamento dell'offerta a quegli ambiti di autonomia e cura propri dell'automedicazione, in linea con quanto accade in Europa. Una strategia di sviluppo dell'automedicazione può, inoltre, supportare la sostenibilità del Sistema Sanitario, assicurando ai cittadini strumenti terapeutici sicuri ed efficaci per trattare lievi disturbi di salute».


Francesca Giani
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