Sanità

feb282018

Automedicazione, mercato 2017 si chiude in flessione. Atteso effetto positivo inizio 2018

Automedicazione, mercato 2017 si chiude in flessione. Atteso effetto positivo inizio 2018
Flessione nel mercato con fatturati (2,4 miliardi di euro) in calo del 1,3%, contrazione nei consumi (poco più di 278 milioni di confezioni) che perdono il 4,8% e dinamiche competitive di lungo periodo stabili. Questi i numeri e il trend che hanno caratterizzato nel 2017 il segmento dei farmaci senza obbligo di prescrizione secondo il bilancio di chiusura dell'anno appena trascorso elaborato da Assosalute su dati Iqvia. Nell'ultimo trimestre, fa sapere l'associazione, "pur registrando una incidenza delle sindromi da raffreddamento in linea con le attese, il trend del settore non ha dato segnali di recupero significativi come si era ipotizzato a inizio autunno". Infatti, "malgrado l'attuale stagione influenzale abbia fatto registrare l'incidenza più alta dal 2004/2005, con valori elevati e superiori, già a fine anno (11,55 casi ogni mille assistiti), rispetto a quanto registrato a fine 2016, in corrispondenza del picco della passata stagione (9,55/1000) (Dati Influnet) non sono stati ancora rilevati effetti significativi sui trend del settore. Ci si attende, quindi, un effetto positivo sulle vendite di inizio 2018". Nel dettaglio delle vendite relative alle due categorie che costituiscono l'insieme dei farmaci senza obbligo di ricetta, si osserva, sia per le specialità di automedicazione o Otc sia per i farmaci Sop una decisa contrazione dei volumi, più pesante per questi ultimi (-6,2%) che per gli Otc (-4,3%). Anche sul fronte dei fatturati, i farmaci di automedicazione - che rappresentano il 75% del mercato non prescription - mostrano un andamento in contrazione ma di misura, -0,8%, rispetto ai Sop che, invece, perdono il 2,7%. Guardando alle classi terapeutiche, il primo posto rimane sempre ai farmaci per le affezioni respiratorie - oltre 96 milioni di confezioni vendute - seguiti dai farmaci per l'apparato digerente (poco più di 58 milioni di confezioni) e dagli analgesici (oltre 56 milioni di confezioni). Tra i canali, è la farmacia a detenere la quota maggiore di vendite di farmaci senza ricetta (quasi 91% a volumi, oltre il 92% a valori). Tuttavia, mentre la farmacia e, soprattutto, i corner della GDO, fanno osservare trend negativi, le parafarmacie mostrano, viceversa, dati di vendita positivi e in decisa crescita sia sul fronte dei volumi che, soprattutto, della spesa. Secondo Assosalute, "sul lungo periodo la diminuzione dei consumi trova in parte spiegazione, oltre che nella maggiore o minore incidenza dei disturbi stagionali, anche nella crescente concorrenza al banco del farmacista dei prodotti per la salute diversi dai farmaci (c.d. notificati - integratori, erboristici, omeopatici, etc.), sovente assimilati ai medicinali senza obbligo di prescrizione o con essi, a volte, erroneamente confusi. Secondo Iqvia, i prodotti notificati a connotazione farmaceutica, venduti in farmacia, parafarmacia e corner della Gdo, continuano a mostrare trend positivi (+4,7% a valori, +2,6% a volumi) registrando consumi pari a oltre 284 milioni di pezzi e fatturati pari a oltre 4 miliardi di euro.
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