Sanità

nov132018

Banco Farmaceutico, più garanzie su donazioni. In studio crediti formativi ai volontari

Banco Farmaceutico, più garanzie su donazioni. In studio crediti formativi ai volontari
I farmacisti italiani rinnovano l'impegno accanto al Banco Farmaceutico e sono pronti ad ampliarlo per la donazione di farmaci alle fasce più povere della popolazione, ma chiedono anche una riflessione sulla raccolta e la redistribuzione di farmaci non utilizzati dalle famiglie. È la posizione espressa ieri dal presidente della Fofi Andrea Mandelli e dal presidente di Federfarma Marco Cossolo nel corso della presentazione all'Aifa del "Rapporto 2018 - Donare per curare: Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci".

«In questi mesi stiamo lavorando per estendere le giornate a disposizione della donazione. Un'unica giornata diventa spesso una finestra un po' stretta, cerchiamo quindi di capire se è possibile ampliare l'impegno dei farmacisti», ha premesso Mandelli. «Ci stiamo impegnando molto anche per il recupero dei farmaci validi, un'iniziativa che ci vede favorevoli quanto preoccupati. Dobbiamo cercare di mettere a punto un protocollo a riguardo, è un tema delicato e sensibile, perché il farmacista reimmette un prodotto conservato da altri». Il presidente della Fofi ha sottolineato anche l'importanza del coinvolgimento del farmacista nella distribuzione del farmaco fino al destinatario finale. «Sono convinto che chi ha bisogno di un farmaco gratuito, ha bisogno anche di avere al suo fianco un professionista, ben venga quindi la malattia contagiosa del volontariato all'interno della categoria. Con Agenas stiamo lavorando per riconoscere crediti di autoformazione ai volontari, che sanno dare significato a una vita professionale spesa al servizio di chi ha più bisogno».

Il presidente di Federfarma Marco Cossolo ha ricordato l'impegno delle oltre 4 mila farmacie aderenti alla Giornata della Raccolta del Farmaco: «Sono soddisfatto, ma moderatamente, perché si può aumentare il numero dei farmacisti coinvolti. Nella diminuzione del numero di confezioni donate vedo, poi, un segnale che col diminuire della disponibilità economica cala anche la generosità». Quanto al recupero di farmaci validi, ha ribadito l'impegno a «collaborare attivamente» e ha ricordato le diverse esperienze positive avviate in diverse Regioni d'Italia. «Concordo, però, con Mandelli - ha aggiunto - che sia necessaria una riflessione sulla responsabilità rispetto alla tracciatura del farmaco donato. Il farmacista oggi si limita a controllare integrità della confezione e scadenza, dobbiamo pensare a quale può essere davvero il nostro contributo professionale nei confronti delle organizzazioni caritatevoli che poi lo distribuiscono. Forse con la Fofi si può fare uno sforzo per creare un percorso completo e arrivare ai bisognosi con la garanzia della tracciabilità».

Le farmacie aderenti all'ultima Grf, lo scorso 10 febbraio, sono state 4.175, il 22% del totale, dove sono state raccolte quasi 377 mila confezioni, per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro. Le farmacie aderenti al programma di recupero dei farmaci ancora utilizzabili sono invece salite a 321 nel 2018 e nei primi sei mesi dell'anno hanno raccolto oltre 63 mila confezioni, 5 mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le proiezioni, si legge nel rapporto presentato ieri, permettono di attendersi un aumento annuale dell'11%. Sul fronte delle donazioni aziendali, si assiste a un calo del numero di confezioni (255 mila), a causa della razionalizzazione della produzione e della mancata rispondenza tra offerta e domanda degli enti. Il controvalore è però in crescita: 3,5 milioni di euro.

Elvio Pasca
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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