Sanità

lug182014

Beauty traina vendite in farmacia e la Francia ci osserva

Beauty traina vendite in farmacia e la Francia ci osserva
Farmacie o beauty-farm? Se lo chiede la stampa francese, dopo la pubblicazione del rapporto di Cosmetica Italia dal quale emerge che negli ultimi 5 anni gli italiani hanno disertato le profumerie a favore delle farmacie per i loro acquisti di cosmetici. Nell'inchiesta, realizzata per l'associazione nazionale delle imprese che producono cosmetici venduti nel canale farmacia, gli utenti hanno dichiarato di preferire rivolgersi al farmacista per la certezza di essere meglio seguiti e di risparmiare. E infatti i cosmetici hanno in qualche modo soccorso le farmacie italiane durante la crisi, triplicando il volume di vendite dal 2007 ad oggi: «il giro d'affari nel 2007 era nell'ordine dei 790 milioni di euro» ha dichiarato Vincenzo Maglione, vicepresidente del gruppo Cosmetici Italia «ora sfiora i due miliardi! Il tasso di crescita nelle vendite si attesta sull'8,7% l'anno». E il fenomeno si è esteso anche alle parafarmacie, ha aggiunto Maglione «secondo le nostre stime il 9,3% delle parafarmacie si è dotato di uno spazio per la bellezza e il benessere e produce un giro d'affari di 93 milioni di euro». Per compensare il calo nelle vendite di medicinali i titolari italiani si sono attrezzati a vantaggio del reparto cosmetico: sempre secondo l'indagine per Cosmetica Italia il 10% ha assunto una cosmetologa e anche un'estetista. Hanno predisposto uno spazio con almeno una sedia e uno specchio, mentre 300 esercizi hanno anche sacrificato qualche metro quadrato di superficie per realizzare una cabina estetica all'interno della farmacia. Il tutto per offrire alla clientela la possibilità di effettuare trattamenti dermatologici, contrastare l'invecchiamento del viso e farsi fare un massaggio. E ci sono già farmacie che, come i centri estetici, propongono una propria linea di prodotti, talora in aperta concorrenza con le profumerie, perché a parità di ingredienti attivi «i prodotti sono nettamente meno cari» ha precisato Lisa Buonaroti, una farmacista italiana «e i clienti si sentono meglio consigliati. Pensano che il loro farmacista, che associano in generale a una sorta di medico, possa suggerire un prodotto più efficace e più sicuro». (E.L.)

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