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Bevacizumab prescrivibile ma non rimborsabile per maculopatia

Resta non rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale il medicinale a base di bevacizumab (Avastin), utilizzato anche per il trattamento della degenerazione maculare, patologia della terza età che porta a cecità. Su richiesta del Ministro della salute, la Commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha ripreso in esame la questione dell'uso off-label del medicinale, con particolare riferimento ai trattamenti intravitreali per i pazienti che soffrono di maculopatie degenerative, interrotti dopo una decisione dell'Aifa del 18 ottobre che rendeva non più rimborsabile e di complesso utilizzo il farmaco per i pazienti con maculopatia degenerativa. Decisione contestata dalla Società oftalmologica italiana (Soi), che segnalò come l'alternativa a questo prodotto fosse un farmaco con un costo 60 volte maggiore, con una spesa aggiuntiva stimata per il 2013 di 600 milioni di euro. Tuttavia l’Aifa ha confermato i dubbi sulla sicurezza dell'uso intravitreale di bevacizumab e sottolinea come sia essenziale continuare a indagare sulla sicurezza. L'Agenzia ricorda di aver sollecitato gli oculisti e le Regioni ad una attenta valutazione e immediata segnalazione dei potenziali effetti avversi. I medici quindi potranno utilizzare il farmaco, il cui uso rimane circoscritto all’ambito ospedaliero, ma non in regime Ssn e a condizione di avvertire i pazienti su eventuali rischi.


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