Sanità

mag192016

Bilancio sociale, Lorenzin: le Case della salute? Con le farmacie già le abbiamo

Bilancio sociale, Lorenzin: le Case della salute? Con le farmacie già le abbiamo

«Ci sforziamo tanto per trovare risorse per le Case della Salute, ma con le farmacie che sono un presidio sanitario per il territorio, già le abbiamo». A parlare è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (foto) intervenendo a margine della presentazione a Roma del secondo Bilancio Sociale delle Farmacie, realizzato dall'Utifar (Unione tecnica italiana farmacisti) in collaborazione con il Centro Studi Sintesi della Cgia di Mestre e il sostegno di Teva. «Ovviamente deve cambiare il paradigma di valutazione nei confronti della farmacia e deve cambiare la mentalità - ha aggiunto Lorenzin - della classe dirigente che, diversamente dalla gente comune, ancora non percepisce il valore profondo di un presidio come questo sul territorio». E proprio riferendosi all'antico ruolo delle farmacie nella gestione della salute pubblica, il ministro ha voluto ricordare «di non aver voluto - per tale motivo - che i farmaci di fascia C con ricetta finissero nei supermercati». L'altro aspetto da non sottovalutare, secondo Lorenzin, è tutto il lavoro svolto dalle farmacie per le classi più povere, per i più disagiati della società, per esempio con il Banco farmaceutico e con donazioni di quantità di farmaci non indifferenti, circa 12 milioni di euro effettuate dalle farmacie nei territori. «Insomma - ha concluso il ministro - credo che la farmacia sia un'infrastruttura sanitaria che ha una lunghissima tradizione nella nostra comunità nazionale, che ovviamente va attualizzata rispetto ai bisogni e alle esigenze del Servizio sanitario nazionale di oggi». E a rimarcare il ruolo del farmacista di oggi, è stato anche Eugenio Leopardi, presidente Utifar. «Il farmacista - ha detto - non ha un ruolo commerciale ma sanitario. Non esiste struttura capillare come quella delle farmacie, sarebbe miope non sfruttarla, ad esempio per i farmaci che vengono dispensati soltanto dagli ospedali». Sul valore sociale delle farmacie, è intervenuta anche Annarosa Racca, presidente di Federfarma. «La farmacia è un presidio sanitario - ha sottolineato - e lo è nelle grandi città ma ancora di più nei piccoli centri. Ogni giorno arrivano in farmacia persone che hanno letto o ascoltato in tv notizie false. Dobbiamo aiutare il governo e la dirigenza sanitaria a riportare la gente sul giusto equilibrio - ha aggiunto Racca. Uno dei nostri lavori è proprio quello di cercare di consigliare le persone a seguire la terapia data dal medico». Il valore sociale delle farmacie, riporta il documento, si vede anche nelle attività benefiche, con 12 milioni di euro donati, a cui si aggiungono due milioni di euro di farmaci, e la sponsorizzazione di eventi per 6 milioni di euro. «Il farmacista gioca un ruolo fondamentale, per capillarità e competenza» sottolinea Salvatore Butti, Sr Director Bu Generics, Otc & Portfolio di Teva Italia. «Per questo da sempre Teva è al suo fianco con iniziative concrete che promuovono il dialogo fra i diversi operatori sanitari per contribuire sia al benessere del paziente sia alla sostenibilità del sistema sanitario».

Rossella Gemma


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