Sanità

apr92018

Binomio medico/farmacista e sostenibilità a rischio con aggregazioni Mmg

Binomio medico/farmacista e sostenibilità a rischio con aggregazioni Mmg
In alcune realtà la riorganizzazione dell'assistenza territoriale con forme di concentrazione dei medici di medicina generale, con conseguente chiusura di ambulatori in piccoli centri abitati ha tolto una presenza sanitaria di riferimento, ha interrotto i flussi per l'approvvigionamento dei farmaci, il binomio medico/farmacista togliendo sostenibilità della farmacia determinandone la chiusura. Questo è quanto espresso da Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, l'Associazione dei titolari di farmacia commentando l'analisi effettuata dall'assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto. «Abbiamo sempre guardato con molta attenzione alla riorganizzazione dell'assistenza territoriale in quanto riteniamo che essa debba garantire la reale accessibilità del cittadino alle cure, la continuità e l'uniformità assistenziale su tutto il territorio regionale - spiega Bacchini - La preoccupazione, già espressa all'indomani dell'approvazione delle "Linee di indirizzo e operative per l'attuazione della D.G.R. n. 41 del 18.1.2011 - medicina generale" varate quindi sette anni fa dalla Giunta regionale del Veneto, si è rivelata corretta.

Le forme di concentrazione dei medici di medicina generale in alcune realtà non hanno portato ad un miglioramento di servizio e assistenza per il cittadino; infatti la chiusura degli ambulatori nei piccoli centri abitati ha tolto una presenza sanitaria di riferimento. Inoltre lo spostamento dei flussi di pazienti in queste strutture sposta anche i flussi per l'approvvigionamento dei farmaci togliendo oltre al binomio medico/farmacista, anche la sostenibilità della farmacia determinandone la chiusura. La razionalizzazione e la volontà di creare strutture concentrate più specialistiche in modo non capillare non risponde alle esigenze quotidiane della gente e del tessuto sociale. Già assistiamo alla concentrazione delle strutture ospedaliere, e perseguire totalmente questa finalità con gli ambulatori medici non può essere positivo. A nostro avviso occorre invece andare incontro alle aspettative della nuova sanità che punta alla territorializzazione della cronicità. Riteniamo condivisibile l'analisi effettuata dall'assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto, e l'idea che queste aggregazioni, proprio per le motivazioni sopra esposte, possano essere un'opportunità solo se realizzate non in aree a bassa densità abitativa, perché in tali zone ampi territori verrebbero ad essere sguarniti, bensì in realtà particolarmente abitate. Una considerazione che Federfarma Verona, con il 94% delle farmacie associate sull'intero territorio provinciale (237 sul totale di 253) tocca con mano quotidianamente - conclude Bacchini - raccogliendo le impressioni degli utenti che vivono sulla propria pelle lo spopolamento delle zone rurali e montane anche a seguito della sottrazione di servizi primari». (SZ)
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