Sanità

mar152019

Biosimilari. Da Aifa decalogo su sicurezza e utilità per rispondere ai dubbi dei pazienti

Biosimilari. Da Aifa decalogo su sicurezza e utilità per rispondere ai dubbi dei pazienti
Sicurezza, modalità di sostituzione e utilità dei farmaci biosimilari, medicinali simili ai biologici di riferimento e utilizzati per la cura di malattie infiammatorie, autoimmuni, neurologiche, tumori. A fare chiarezza con domande e risposte mirate a chiarire i dubbi dei cittadini è un decalogo pubblicato sul sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).
Il farmaco biologico, spiega l'Aifa nel vademecum pubblicato sul sito ufficiale, "è un medicinale derivato da fonti biologiche, come microrganismi, cellule animali o umane e ha una struttura molecolare più complessa di uno prodotto chimicamente". Il biosimilare è, invece, un farmaco biologico altamente simile a uno già approvato di cui è scaduto il brevetto. Sebbene abbia "un profilo di qualità, efficacia e sicurezza simile al medicinale di riferimento", non è identico: tuttavia, "queste differenze non ne modificano l'efficacia e la sicurezza". Le possibili reazioni avverse previste "sono simili" e la modalità di somministrazione le stesse. Solo il medico "può decidere di sostituire in corso di trattamento il biologico con il suo rispettivo biosimilare (e viceversa), fornendo al paziente le informazioni necessarie". D'altronde, "non ci sono basi scientifiche per ritenere che potrebbero verificarsi reazioni avverse a causa del passaggio da uno all'altro". Perché, infine, utilizzare i biosimilari? Perché, conclude Aifa, "il loro uso consente a un maggior numero di pazienti di beneficiare delle terapie con medicinali biologici, a parità di risorse".
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