NUTRIZIONE

set292016

Bisfenolo A, la dieta è la principale fonte di esposizione

Il composto presente in molte plastiche e oggetti di uso alimentare è al centro dell’attenzione delle Autorità perché può passare in tracce negli alimenti e, accumulandosi nell’organismo, costituire un rischio per la salute pubblica

Il Bisfenolo A o Bpa, come viene chiamato il 2,2-bis (4-idrossifenil) propano, è un composto impiegato per la produzione di contenitori o oggetti in plastica per uso alimentare. In particolare entra nella composizione di articoli in policarbonato (stoviglie e recipienti) e resine, che costituiscono i rivestimenti protettivi all'interno delle lattine. Come avviene per molti composti contenuti nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, anche il Bpa, in particolari condizioni, può essere rilasciato in tracce nell'alimento. La principale fonte di esposizione per l'uomo è la dieta, ma una fonte di contaminazione non alimentare, non per questo secondaria, è anche la carta termica di cui sono composti gli scontrini, dai quali il Bpa può essere assorbito attraverso la pelle. Sulla base degli studi di tossicità è considerato un interferente endocrino, un composto ad azione estrogenica che può disturbare la normale fisiologia dell'organismo, con possibili conseguenze sul sistema endocrino e riproduttivo, ma anche nervoso, immunitario, metabolico e cardiovascolare.

Per questo motivo dal 2006 l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) sta valutando gli studi a disposizione e monitorando le dosi di esposizione della popolazione con la dieta, che ad oggi si mantengono ben al di sotto del valore tollerabile giornaliero (Dgt) definito da Efsa, pari a 4 microgrammi di Bpa per chilo di peso corporeo: questo valore "non pone alcun rischio per la salute dei consumatori di alcuna fascia di età (compresi feti, neonati e adolescenti)", come riportato nell'ultima valutazione di Efsa del 2015, ma è un limite temporaneo in attesa dei risultati di alcuni studi in corso, che dovrebbero portare a una nuova opinione entro il 2018. I dubbi intorno agli effetti di questa molecola sono ancora tanti, anche perché non si conosce a fondo il meccanismo di azione. L'attenzione quindi rimane alta. La Comunità Europea ha vietato la produzione e commercializzazione di biberon in policarbonato, fonte insidiosa soprattutto perché utilizzata in un'età particolarmente esposta; nel giugno di quest'anno Efsa ha promosso un gruppo di lavoro per la valutazione dei potenziali effetti sul sistema immunitario di feti e bambini piccoli, come richiesto dall'Istituto nazionale olandese per la sanità e l'ambiente. A livello di prevenzione infine andrebbe suggerito di evitare il riscaldamento di alimenti in contenitori di plastica nel microonde per non promuovere la cessione di Bpa negli alimenti stessi.


Francesca De Vecchi
Esperta in scienze e tecnologie alimentari
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