Sanità

gen222014

Bisfenolo A sotto esame, Efsa: parli chi ha qualcosa da dire

biberon

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha indetto una pubblica consultazione sulla propria bozza di valutazione dei rischi per la salute umana derivanti dall’esposizione al bisfenolo A (Bpa), sostanza chimica impiegata come monomero nella produzione di policarbonato per bottiglie riutilizzabili per bevande (biberon), contenitori per la conservazione degli alimenti, rivestimenti epossidici di alcuni barattoli di latta per alimenti e lattine per bibite (esistono anche fonti non alimentari come la carta termica e la polvere). In pratica l’Efsa, dopo aver portato a termine una disamina completa della letteratura scientifica e di precedenti valutazioni del rischio, eseguite da organismi con specifiche competenze in materia di Bpa, ha individuato probabili criticità che intende discutere con tutti gli attori coinvolti. Nel frattempo ha pubblicato una bozza di parere sulla tossicità del Bpa nella quale conclude che sussiste la probabilità che l’esposizione al Bpa abbia un effetto avverso su rene e fegato e che provochi effetti sulla ghiandola mammaria. Inoltre prende in considerazione i possibili effetti del Bpa sul sistema riproduttivo, nervoso, immunitario, metabolico e cardiovascolare nonché sullo sviluppo di tumori: l’esistenza di un nesso con questi altri effetti non è ritenuta probabile, tuttavia essi potrebbero costituire un potenziale motivo di preoccupazione per la salute umana. In via provvisoria quindi l’Autorità europea raccomanda che l’attuale dose giornaliera tollerabile (Dgt) venga abbassata dall’attuale livello di 50 mcg/kg pc/die (o 0,05 mg/kg pc/die) a 5 mcg/kg pc/die (0,005 mg/kg pc/die). Nessun allarme però, perché il rischio sanitario è basso per tutti i gruppi di popolazione, compresi feti, lattanti, bambini nella prima infanzia e adulti. Infatti i valori massimi stimati per l’esposizione combinata, orale e non orale, al Bpa sono da 3 a 5 volte inferiori alla Dgt provvisoria proposta, a seconda della fascia d’età. Per tutti i gruppi di popolazione, l’esposizione orale da sola è più di 5 volte inferiore alla Dgt provvisoria. (E.L.)


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