farmaci

lug222016

Bisfosfonati, bassa aderenza dovuta a effetti collaterali gastrointestinali

Bisfosfonati, bassa aderenza dovuta a effetti collaterali gastrointestinali
Un sondaggio - appena pubblicato su "Advances in therapy" - dimostra che gli effetti collaterali gastrointestinali sono il motivo più comune citato dalle donne affette da osteoporosi come motivo di non aderenza alla terapia con bisfosfonati per via orale. «I nostri risultati» affermano gli autori dell'indagine, coordinati da Inbal Goldshtein dei Maccabi Healthcare Services a Tel Aviv (Israele) «sottolineano l'importanza della bassa tollerabilità alla non aderenza al trattamento dell'osteoporosi ed evidenziano la scarsa consapevolezza dei pazienti e il subottimale coinvolgimento dei medici nel trasmettere l'importanza di questa terapia». Mentre i bisfosfonati riducono il rischio di fratture nelle donne con osteoporosi, l'aderenza e la persistenza ai farmaci è scarsa, scrivono i ricercatori.

Diverse nuove opzioni di trattamento, insieme a effetti collaterali "rari ma allarmanti" come l'osteonecrosi della mandibola e le fratture atipiche del femore «hanno influenzato sia i camici bianchi sia gli assistiti, e ciò può causare un'intenzionale non aderenza al farmaco inizialmente prescritto» viene spiegato da Golshtein e collaboratori. Per comprendere meglio i fattori coinvolti nella non aderenza o nelle decisioni di cambiare il trattamento (switch), i ricercatori hanno dunque condotto un sondaggio su 493 donne (età media: 66 anni) con prima prescrizione di risedronato o alendronato nel periodo 2010-2012, le quali erano o non aderenti alla terapia (rapporto di possesso del farmaco inferiore al 70%) o avevano optato per una diversa terapia entro un anno. Il 40% ha smesso di prendere qualsiasi trattamento anti-osteoporosi, il 9% ha continuato la terapia iniziale e il 51% è passato a un farmaco diverso. Tra coloro che hanno interrotto o cambiato la terapia, come motivazione il 40% ha citato bruciore di stomaco, reflusso acido o altri effetti collaterali gastrointestinali e il 26,7% ha riferito una raccomandazione del medico. Le pazienti che hanno interrotto completamente il trattamento per lo più hanno fatto riferimento a effetti collaterali (26,9%) e raccomandazioni del medico (20%), mentre il 14% ha riferito la percezione di una bassa importanza dell'intervento e il 3% ha evidenziato il costo dei medicinali. «I nostri risultati pongono l'accento soprattutto sulla necessità di nuovi farmaci con un migliore profilo di tollerabilità, e il ruolo frustrante del medico nel trasmettere i benefici della terapia» ribadiscono Goldshtein e collaboratori. «I clinici dovrebbero provare ulteriormente a promuovere l'aderenza con varie strategie possibili, come l'educazione del paziente circa la necessità del trattamento, l'effetto atteso e la durata della terapia, oltre a coinvolgere gli assistiti nella scelta del regime terapeutico a loro più congeniale» concludono.

Adv Ther, 2016 Jun 21. [Epub ahead of print]
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