Sanità

lug102015

Bolzano, rurali a rischio chiusura con nuovo metodo di calcolo fatturato e sconti

Bolzano, rurali a rischio chiusura con nuovo metodo di calcolo fatturato e sconti
La nuova modalità di calcolo del cosiddetto fatturato Ssn per singola farmacia e della scontistica da applicare verso il Ssn nella fatturazione del rimborso per i farmaci erogati con ricetta rossa, stabilita da un decreto dell'amministrazione provinciale di Bolzano espone a rischio chiusura diverse piccole farmacie e relativi dispensari. È quanto denunciano Matteo Bonvicini, presidente provinciale di Federfarma e Paul Zelger presidente delle rurali ribadendo che «gli importi ticket e le compartecipazioni del paziente per differenze di prezzo tra farmaco equivalente e farmaco brand non devono rientrare nel calcolo. Questi importi sono a carico del paziente e non del Ssn». Il sindacato sottolinea come vengano conteggiati anche importi di sconti già dovuti da parte della farmacia al Ssn, e già sottratti in fase di liquidazione dei rimborsi mensili. Sono voci che vanno scorporati dal fatturato perché questi importi non sono mai stati percepiti». Stando alla modalità di calcolo previsto dal decreto firmato in giugno, spiega Zelger a Farmacista33, «alcune rurali sussidiate e alcune piccole farmacie con dispensario rischiano di passare di categoria e quindi di chiudere perché a queste condizioni non è più conviene mantenere l'attività». In pratica, secondo le valutazioni fatte dall'Associazione, con la nuova modalità «circa il 10% delle farmacie altoatesine, cioè tutte farmacie rurali sussidiate, tra cui 4 con dispensario, sono passate sopra la soglia di fatturato e devono applicare sconti maggiori al Ssn. Si parla approssimativamente di importi da 2.000 a 3.000 euro mensili di differenza che naturalmente pesano sul bilancio di una piccola farmacia». La normativa nazionale secondo Zelger «non è chiara» e aggiunge: «In alcune regioni è stata fatta chiarezza tramite sentenze, ma le scelte delle amministrazioni locali sono diverse perché diverse sono le politiche sanitarie, per esempio nelle regioni dove non si applica il ticket il problema nemmeno si pone». Tuttavia, secondo l'Associazione provinciale il decreto, «crea una situazione in contrasto con la volontà del legislatore di proteggere le farmacie rurali piccole al fine di assicurare un'assistenza farmaceutica capillare anche in zone difficili». E segnala anche la necessità da parte della Provincia Autonoma di Bolzano di adeguare gli importi del contributo indennità di residenza, come già fatto in altre regioni «soprattutto alla luce della situazione attuale dove 4 farmacisti gestori di un dispensario intendono chiudere il medesimo, ed altre 12 farmacie rurali annunciano di ridurre gli orari di apertura al minimo previsto dalla legge, al fine di ottimizzare al massimo i costi di gestione».

Simona Zazzetta

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