Sanità

nov122020

Bombole ossigeno. Appello ai cittadini: riportarle in farmacia. Le procedure per gestirle

Bombole ossigeno. Appello ai cittadini: riportarle in farmacia. Le procedure per gestirle

L'appello ai cittadini a riconsegnare le bombole di ossigeno inutilizzate in casa viene lanciato dalle oltre 18mila farmacie. Le indicazioni per riutilizzarle

L'appello ai cittadini a riconsegnare le bombole di ossigeno rimaste inutilizzate in casa, viene lanciato dalle oltre 18mila farmacie aderenti a Federfarma per risolvere le difficoltà di reperimento di bombole di ossigeno per le cure domiciliari di pazienti cona patologie respiratorie o connesse al Covid-19, segnalate in particolare in Abruzzo, Basilicata, Campania, Liguria, Valle d'Aosta e alcune zone del Piemonte e della Sicilia. Una volta riconsegnate alla farmacia, le bombole possono essere sanificate e riempite di ossigeno terapeutico per un nuovo utilizzo, come previsto dalla nota Aifa dello scorso 14 marzo, tuttora in vigore, ed è importante che a ogni erogazione venga predisposto un sistema di "tracciatura" che permetta con facilità ed immediatezza, al farmacista e alle Autorità di controllo, di avere informazioni sullo stato delle bombole erogate. Queste le indicazioni comunicate da Federfarma in linea, anche con quanto emerso nel corso del Tavolo di confronto avviato dall'Aifa con Federfarma e Assogastecnici (l'Associazione delle aziende di produzione e distribuzione dei gas medicali) per individuare le soluzioni più idonee ad assicurare le terapie necessarie a tutti i malati in assistenza domiciliare.

Cossolo: farmacie pronte a rispondere alle esigenze dei pazienti

«A seguito di un monitoraggio effettuato da Federfarma, abbiamo rilevato alcune difficoltà di reperimento di bombole di ossigeno per le cure domiciliari di pazienti affetti da patologie respiratorie o connesse al Covid-19, in particolare in Abruzzo, Basilicata, Campania, Liguria, Valle d'Aosta e alcune zone del Piemonte e della Sicilia - afferma il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo -. La restituzione delle bombole di ossigeno in farmacia è necessaria per garantire la disponibilità di ossigeno terapeutico a tutti i malati affetti da patologie respiratorie o colpiti da Covid-19». Da qui l'appello rivolto ai cittadini dalle oltre 18mila farmacie: "Se hai a casa bombole di ossigeno che non usi, riportale in farmacia". È indispensabile, sottolinea la Federfarma che le farmacie "sensibilizzino l'utenza sull'imprescindibile necessità di restituire prima possibile le bombole di ossigeno per consentire la terapia ad altri pazienti". L'Aifa stessa, si apprende dalla nota, sta predisponendo attività di comunicazione per sensibilizzare la popolazione sul tema. Le farmacie "come sempre, sono pronte ad andare incontro alle esigenze dei pazienti e dei loro familiari anche sul fronte delle cure domiciliari e a tal fine hanno dato la più ampia disponibilità a collaborare con l'Aifa per agevolare l'accesso ad un farmaco salvavita, qual è l'ossigeno terapeutico".

Gestione bombole in farmacia: riempimento, tracciatura e privacy

Per quanto riguarda la gestione delle bombole da parte delle farmacie, va ricordato che lo scorso marzo, nel pieno della prima ondata della pandemia Covid-19, una nota Aifa aveva autorizzato il riempimento di bombole diverse da quelle presenti nel dossier autorizzativo dell'azienda titolare di Aic, ma conformi agli standard previsti dalla normativa. La Deroga, fa notare Federfarma è stata concessa, "senza indicare alcun periodo di validità, sicché essa è da intendersi pienamente vigente e l'unica condizione che dovrà essere garantita dai titolari Aic e dai produttori è che le bombole siano adeguate all'uso umano, bonificate e identificate in modo tale da prevenire frammischiamenti con altri gas medicinali. Ciò significa che anche le bombole di proprietà dei farmacisti, laddove ancora in loro possesso, possono essere impiegate per far fronte all'emergenza". Resta di "fondamentale importanza" la tracciatura: per ogni bombola erogata va predisposto un sistema cartaceo o digitale, che permetta con facilità ed immediatezza di avere informazioni sullo stato delle bombole erogate. A tal fine, la Federazione invita a raccogliere i dati del paziente (nome e cognome, indirizzo, recapito telefonico), i data di esitazione, il numero e la tipologia delle bombole erogate (Aic), il tempo presumibile di permanenza a destinazione. In relazione a tale raccolta dati, la farmacia, ai sensi dell'art. 13 del Gdpr, deve fornire al paziente l'informativa privacy.

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