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mar62013

Boom psicofarmaci, l’indagine: italiani attratti da miraggio cura facile

Attratti dal miraggio di una cura rapida al crescente disagio psicoemotivo, gli italiani fanno sempre più uso di psicofarmaci: un'eccessiva medicalizzazione di un disagio interiore spesso acuito da condizioni di vita sempre più difficili

Attratti dal miraggio di una cura rapida al crescente disagio psicoemotivo, gli italiani fanno sempre più uso di psicofarmaci (ansiolitici, ipnotici, antidepressivi, antipsicotici): un'eccessiva medicalizzazione di un disagio interiore spesso acuito da condizioni di vita sempre più difficili, e la volontà crescente di cercare la cura facile e rapida, illusoria, ricorrendo al farmaco.
È quanto emerge da un'indagine coordinata da Davide Galesi, dell'università di Trento, che ha portato al libro “Gli psicofarmaci tra medicalizzazione e autocura. Una ricerca nella provincia di Mantova”, scritto con Gabriele Giannella e Maurizio Gobbetto, entrambi della ASL di Mantova (Franco Angeli).
Dall'indagine, su 3741 individui (selezionati tra chi nel 2010 si è recato in farmacia per acquistare uno psicofarmaco, rimborsato o meno dal Servizio sanitario nazionale), emerge un «bisogno crescente di autocura e di miglioramento delle prestazioni cognitive ed emotive», spiega Galesi: «Si fa un uso più disinvolto degli psicofarmaci, prescritti a volte - afferma - con troppa facilità, specie dai medici di base, che affrontano difficoltà psicoemotive non marcatamente patologiche, ma più legate agli stress della vita quotidiana.
D'altra parte i pazienti chiedono il farmaco nella speranza di risolvere problemi e disagi complessi “con l'acceleratore” e nell'ottica di potenziare le proprie prestazioni come nella cultura del doping».
Il 63,1% degli intervistati ha comprato ansiolitici, il 33,5% antidepressivi, il 18,4% ipnotici (favorenti il sonno), il 7,8% antipsicotici. Quasi un quarto degli intervistati (23,9%) consuma più di uno psicofarmaco (policonsumo).
Il consumo notevole di psicofarmaci emerge anche dagli ultimi dati dell'Osservatorio Nazionale sull'Impiego dei Medicinali (OsMed): tra tutti i farmaci totalmente a carico dell'acquirente, benzodiazepine e analoghi (ansiolitici ed ipnotici) sono la categoria più venduta. Nel 2010 sono stati spesi 535,2 mln di euro per questi farmaci, pari a oltre il 17% della spesa farmaceutica complessiva.
A prendere psicofarmaci sono soprattutto le donne (quelle che consumano antidepressivi sono il doppio degli uomini), i separati e i vedovi, segno di una tendenza alla “medicalizzazione della solitudine”. «Non c'é un'epidemia reale di malattie mentali - conclude Galesi - ma un sempre più pervasivo processo di medicalizzazione del malessere, che porta a un eccesso di diagnosi e prescrizioni inappropriate».

 


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