Sanità

dic12017

Bpco, Congresso Simg: abolizione in vista per piani terapeutici

Bpco, Congresso Simg: abolizione in vista per piani terapeutici
Un manifesto per rilanciare la medicina generale e le cure primarie in un contesto in cui le malattie croniche sono trattate solo per il 10% sul territorio: è questa la grande impresa alla quale si accinge la Società Italiana di Medicina Generale guidata da Claudio Cricelli alle soglie delle elezioni del prossimo marzo. «Con il Ministro della Salute, la Fimmg, Walter Ricciardi dell'Istituto superiore di Sanità siamo d'accordo, e anche con il direttore Aifa Mario Melazzini», spiega Cricelli. «La medicina generale oggi prende il 6% del Fondo sanitario ma ha le potenzialità per seguire pazienti diabetici, ipertesi, broncopneumopatici, scoagulati, oncologici. Non lo può fare bene per via dei piani terapeutici riservati alla prescrizione specialistica e per una visione a sylos della spesa sanitaria che non è più attuale. Dobbiamo rovesciare questa logica centrata sullo specialista, ce lo chiedono gli stessi specialisti perché non possono più fare fronte a pazienti guariti o cronicizzati con i mezzi dell'ospedale. Oggi -annuncia Cricelli - siamo in procinto di ribaltare le cose, innanzi tutto entro l'anno potremmo veder sparire il piano terapeutico per i farmaci contro la broncopneumopatia, sostituito da una nota limitativa; la prescrizione sarà dunque aperta al medico di medicina generale, cui in questo congresso stiamo insegnando ad utilizzare spirometri grandi quanto un palmare. C'è poi un tavolo aperto per i farmaci contro il diabete, anche per PP4 e JP1 potrebbe essere abolito a breve il piano terapeutico. Si parte dal concetto che le evidenze e il sapere scientifico lo abbiamo noi medici di famiglia come lo hanno gli specialisti. Ma poi tutto questo va messo a sistema, e dove andremo, se verso mutue sostitutive della sanità verso un servizio sanitario che dà di più, ce lo diranno gli esiti delle elezioni e i programmi dei partiti; il Manifesto è una lavagna dove rilanceremo le posizioni di tutti gli stakeholders, dai politici ai medici ai sanitari ai cittadini, con un'applicazione scaricabile, mySimg, che aggiornerà in tempo reale chi la usa su dove vanno le cure primarie, se vogliamo che gli investimenti in sanità continuino a diminuire (-38% tra 2013 e 2016 ndr) o il contrario». Il Manifesto e le linee di indirizzo dei medici di famiglia sono aperte alle altre società scientifiche: «Detto degli oncologi Aiom, abbiamo trovato l'accordo con i pneumologi sui piani terapeutici, siamo in linea con i diabetologi Amd su ciò che c'è da fare, aspettiamo ora aprile quando sarà chiaro il panorama delle società scientifiche abilitate ad emanare linee guida ai sensi della legge sulla sicurezza delle cure, con quelle ci parleremo, e con tutte noi società "accreditate" dovranno parlare le regioni, non potranno imporranno linee guida loro al di fuori della concertazione con noi». Un cenno al congresso: 3 mila iscritti, ormai tanti volti giovani e una promessa d'avvicendamento «a partire dal prossimo anno quando chiederemo ad alcuni di loro di prendersi delle responsabilità; sono loro per primi i medici di famiglia chiamati a disegnare il manifesto. E i giornalisti sanitari». Simg battezza un nuovo sito, Omniasalute.it, in cui parlerà ai cittadini non solo per dare consigli ma spiegazioni semplici su cosa sono le patologie e qual è la strada più semplice per affrontarle o prevenirle.

Mauro Miserendino
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