farmaci

ott172016

Bpco e aderenza terapeutica, Pneumologi: eliminare il piano terapeutico

Bpco e aderenza terapeutica, Pneumologi: eliminare il piano terapeutico
Il Piano terapeutico per la prescrizione delle associazioni precostituite di beta2 agonisti a lunga durata d'azione (Laba) e antimuscarinici a lunga durata d'azione (Lama) nel trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) va eliminato perché, per diversi motivi, «potrebbe ridurre ulteriormente la già scarsa aderenza al trattamento». A chiederlo è l'Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) in una lettera inviata nei giorni scorsi al direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, Luca Pani e al presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi. Secondo Stefano Gasparini, Presidente Aipo, le associazioni Laba/Lama vanno «prescritte in specifiche tipologie di pazienti, dopo corretta valutazione clinica e funzionale da effettuarsi da parte dello specialista pneumologo, ma che una limitazione prescrittiva di questa categoria farmacologica potrebbe comportare un peggioramento della gestione complessiva della malattia ed un incremento dei costi».

Aipo sottolinea che un aspetto rilevante nella gestione non ottimale della malattia è la scarsa aderenza terapeutica e ricorda che anche nel Rapporto Osmed 2015 è emerso che «solo il 13,9% dei pazienti Bpco usa regolarmente la terapia per almeno l'80% dei giorni dell'anno». E aggiunge che con una bassa aderenza terapeutica «comporta un incremento delle riacutizzazioni e delle ospedalizzazioni, con conseguente impatto sull'evolversi della malattia e sulla spesa farmaceutica complessiva». Gasparini precisa che «la limitazione prescrittiva, legata al Piano Terapeutico, potrebbe ridurre ulteriormente l'aderenza al trattamento, come pure le lunghe liste d'attesa per l'accesso ai centri specialistici per ottenere il Piano Terapeutico o un rinnovo dello stesso, che potrebbero comportare anche un'interruzione della terapia con conseguente aumento delle riacutizzazioni e delle ospedalizzazioni oppure la prescrizione dei due principi attivi in due distinti inalatori con pesanti ripercussioni sul piano economico». E chiarisce: «L'assunzione dei due principi attivi in due inalatori separati comporta infatti un maggiore costo rispetto alla somministrazione dell'associazione precostituita in un unico device ed un peggioramento della aderenza terapeutica. Numerosi studi hanno dimostrato che l'associazione precostituita migliora l'aderenza dei pazienti al trattamento».


Simona Zazzetta
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