Sanità

mar22016

Brexit, la proposta di Farmindustria: nel caso l'Ema si trasferisca in Italia

Brexit, la proposta di Farmindustria: nel caso l’Ema si trasferisca in Italia
«Noi vogliamo il bene dell'Europa. Per questo speriamo che a giugno non ci sia il Brexit. Ma se dalle urne uscisse un risultato diverso chiedo già da adesso a tutte le istituzioni nazionali ed europee che l'Ema venga trasferita in Italia». È una dichiarazione che appare destinata a far discutere quella con cui il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi è intervenuto in merito all'ipotetica uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, che sarà decisa fra meno di tre mesi da un referendum. L'evento ha scatenato i timori di molti osservatori in quanto potrebbe minacciare la ricerca scientifica e mettere a repentaglio il sistema regolatorio dei farmaci degli Stati membri. La European federation of pharmaceutical industries and associations (Efpia) ha affermato che la permanenza nell'Unione è nell'interesse delle scienze della vita in Europa e nella Gran Bretagna stessa. I leader delle circa 200 aziende del settore hanno deciso di entrare con tutto il loro peso nella campagna elettorale contro l'ipotesi Brexit e hanno espresso una particolare preoccupazione proprio in merito all'ipotetica futura collocazione dell'Agenzia europea per i medicinali, oggi ubicata nella capitale britannica. Ma Scaccabarozzi, a sostegno della sua proposta, ha affermato che «il nostro Paese ha tutte le carte in regola per accogliere l'ente regolatorio farmaceutico europeo. E bastano pochi dati per dimostrarlo. È al secondo posto per produzione in Ue (30 miliardi nel 2015) e l'export delle nostre aziende è superiore al 70%». Il presidente di Farmindustria ha poi ricordato che in Italia l'occupazione è in crescita, in particolare proprio nel settore farmaceutico, definito come il fiore all'occhiello dell'industria 4.0. Anche ricerca scientifica e investimenti sono in ripresa e hanno garantito successi nelle terapie avanzate e nelle malattie rare. Secondo Scaccabarozzi, l'Italia è dunque «un ecosistema per molti versi di eccellenza, per merito di imprese e istituzioni, tra le quali Aifa, riconosciuta ormai a livello internazionale come una best practice per l'innovatività dei modelli di accesso ai farmaci».

Renato Torlaschi
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