Sanità

ott52022

Busta paga e potere d'acquisto, stipendi fissi in crisi. Le tutele per il dipendente

Busta paga e potere d’acquisto, stipendi fissi in crisi. Le tutele per il dipendente

Inflazione e caro bollette: anche tra i farmacisti non titolati l'interesse è alto e da parte dei rappresentanti c'è l'invito a non perdere le opportunità dei bonus stanziati e a prestare attenzione alla busta paga


Inflazione e caro bollette sono sempre più al centro del dibattito. Se, da un lato, la preoccupazione va alla perdita di potere d'acquisto e agli effetti, anche a medio termine, sugli stipendi fissi, dall'altro, si guarda agli aiuti già messi in campo o a quelli che potrebbero arrivare dal nuovo Governo. Anche tra i farmacisti l'interesse è alto e da parte dei rappresentanti dei non titolari è partito un invito a non perdere le opportunità dei bonus stanziati e a prestare attenzione alla busta paga.

Stipendio fisso e potere d'acquisto preoccupano

Basta scorrere i Social e ci si rende conto di come, sia da parte dei farmacisti titolari, sia dei dipendenti, sia sempre più alta l'attenzione sulle ricadute di inflazione e crisi energetica. Sul fronte dei collaboratori, a tornare sul tema è stato di recente il Sinasfa, Sindacato Nazionale Farmacisti Non Titolari, che, in una nota, ha espresso preoccupazioni per una «gravissima crisi economica in atto» e un «potere d'acquisto destinato a crollare ancora di più». Il tutto a fronte di uno stipendio «rimasto fermo» troppo a lungo e un «rinnovo contrattuale», arrivato un anno fa dopo che era scaduto da oltre otto anni, che non ha visto risolvere il tema della sostenibilità. Diversi, a ogni modo, sono i bonus e gli aiuti messi in campo dal Governo Draghi, che possono, se utilizzati, costituire un sostegno. E non a caso l'invito, diretto a tutta la categoria, è quello di fruirne il più possibile.

Tra aiuti e bonus, la busta paga va monitorata

Una prima segnalazione da parte del Sinasfa riguarda l'esonero contributivo dello 0,8%, introdotto dalla legge di Bilancio 2022, per il primo semestre 2022, e che per il periodo dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, è passato al 2%, come disposto dal Decreto Aiuti Bis. «La circolare INPS per lo sgravio del secondo semestre» scrive il Sinasfa «è stata emanata recentemente, quindi con la busta paga di ottobre saranno calcolati anche gli arretrati». Il bonus va «ai lavoratori dipendenti che hanno uno stipendio annuo lordo inferiore a 35mila».
Nel dettaglio, secondo le indicazioni Inps, "a beneficiare dello sgravio contributivo sono i lavoratori dipendenti con retribuzione imponibile mensile non superiore a 2.692 euro, maggiorato del rateo di tredicesima per la competenza di dicembre. La riduzione della quota a carico del lavoratore, nel mese di dicembre 2022, potrà operare, distintamente, sia sulla retribuzione lorda (laddove sia uguale o inferiore al limite di 2.692 euro), sia sui ratei di tredicesima, qualora l'importo degli stessi non sia superiore a 224 euro".
A ogni modo, continua Sinasfa, «lo sconto contributivo sarà riportato in busta paga con apposita voce». L'invito è allora quello di «monitorare i dati». Il «contributo INPS a carico del lavoratore è del 9,19% in riferimento alla retribuzione lorda: per il primo semestre 2022 il contributo scende al'8,39%, mentre per il secondo semestre scende al 7,19%. Questo non significa che verranno versati meno contributi - non ci sarà quindi effetto per il calcolo delle prestazioni pensionistiche future - ma sarà lo Stato a farsi carico della differenza. Si tratta di un provvedimento temporaneo per l'anno 2022 e occorrerà vedere se sarà esteso anche per il 2023».

Sinasfa: anche welfare aziendale è strumento contro crisi degli stipendi

Dal Sinasfa vengono poi ricordati anche quegli aiuti che fanno parte del welfare aziendale: «Le aziende private hanno la possibilità di erogare contributi a favore dei propri dipendenti e in particolare un aiuto per far fronte ai rincari delle bollette. Somme che possono essere inserite tra quelle previste dal programma del welfare aziendale che passa ora, grazie al decreto Aiuti bis, da 258 a 600 euro all'anno». Il «contributo non deve esser richiesto, ma viene destinato dall'Azienda». Il «lavoratore può ricevere il bonus bollette (acqua, luce, gas) anche direttamente in busta paga come rimborso spese, presentando fattura e ricevuta di pagamento. Questo contributo rientra tra le voci di spesa del welfare aziendale e rimane in vigore per tutto il 2022». Oltre a questo, ci sono anche i «200 euro per a far fronte all'aumento per le spese del carburante auto», soggetto allo stesso meccanismo e «su cui non viene pagata alcuna imposta perché non è considerato reddito imponibile».

Francesca Giani
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