Sanità

mag142022

Busta paga, nuovi bonus in arrivo per dipendenti. Come funzionano e chi li può ricevere

Busta paga, nuovi bonus in arrivo per dipendenti. Come funzionano e chi li può ricevere

Il Decreto Aiuti tra i vari interventi per contenere la frenata della ripresa economica contiene un bonus una tantum per i dipendenti. Ecco chi li può ricevere


Affrontare il caro vita, sostenere imprese e famiglie, contenere la frenata della ripresa economica. Sono questi gli obiettivi delle ultime misure contenute nel cosiddetto Decreto Aiuti, ancora in fase di limatura, che, tra i vari interventi, contiene anche un bonus una tantum di 200 euro per i redditi fino a 35mila euro. Ma chi sono i beneficiari? Come funziona l'erogazione?

Inflazioni e rincari: in arrivo nuovi aiuti

Vale circa 14 miliardi di euro il cosiddetto Decreto Aiuti - nella versione uscita dal Consiglio dei Ministri di settimana scorsa, che poi ha subito ulteriori aggiustamenti tecnici e su cui ancora si sta lavorando - che dispone, tra le altre misure, interventi a favore di imprese e famiglie. Tra queste c'è anche il bonus una tantum da 200 euro previsto per contrastare la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione - arrivata al 6,2% -, al caro energia, e alla situazione relativa alla guerra in Ucraina. Un aiuto per il quale sono stati stanziati circa 6,5 miliardi di euro, ottenuti senza ricorrere allo scostamento di bilancio, ma aumentando al 25% la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. La platea, inizialmente prevista in circa 28 milioni di persone, è stata successivamente estesa e potrebbe superare i 32 milioni di persone. Il bonus, sui cui dettagli il Governo è ancora al lavoro, quindi va a dipendenti, autonomi, oltre che a pensionati, a cui sono stati aggiunti disoccupati, stagionali, cococo, collaboratori domestici, percettori del reddito di cittadinanza.

Bonus 200 euro: beneficiari e automatismi per i dipendenti

Ma come funziona l'erogazione? Requisito indispensabile è il rispetto della soglia di reddito annuo, mentre le modalità di distribuzione variano in base alla categoria di destinatari. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, sia del pubblico sia del privato - si pensa a una platea di circa 13,78 milioni -, il bonus dovrebbe venire erogato in unica soluzione direttamente in busta paga, tra giugno e luglio, e sarà conferito automaticamente dal sostituto di imposta a chi rispetta il requisito dei 35mila euro di reddito annuo - quindi non va presentata alcuna domanda. Secondo la bozza al momento in circolazione, spetterà poi, ai datori lavoro, in sede di conguaglio a fine anno, verificare se i dipendenti che hanno ricevuto l'aiuto economico rispettino effettivamente la soglia ed eventualmente recuperare l'importo, suddiviso in otto rate.

In fase di limatura gli aiuti per gli autonomi

Per quanto riguarda autonomi e professionisti, è intenzione del Governo istituire un Fondo presso il ministero del Lavoro, con una distribuzione che dovrebbe avvenire a luglio. Per dettagli e modalità si rimanda a un successivo decreto da emanare entro 30 giorni dalla pubblicazione in gazzetta del decreto aiuti. Ma su questa categoria di destinatari sono ancora in corso i confronti: da quanto riferiscono le agenzie, la soglia dei 35mila euro potrebbe essere in realtà più bassa. La platea a cui si sta puntando, per ora, è di circa 400mila partite iva. Mentre per disoccupati pensionati, come riferisce il Corriere in un approfondimento di inizio settimana, "sarà l'Inps ad avere il compito di erogare i 200 euro, con la mensilità di luglio, ai titolari di pensione, ai "pre-pensionati" e ai disoccupati che a giugno avranno ricevuto l'assegno di disoccupazione. Per calcolare il tetto dei 35 mila si procederà tenendo conto dei redditi di qualsiasi natura (compresi quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva), ma saranno esclusi il reddito della casa di abitazione e le sue pertinenze, i trattamenti di fine rapporto e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata, l'assegno al nucleo familiare, gli assegni familiari e l'assegno unico universale. L'indennità non può essere ceduta, sequestrata o pignorata e non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali".

Francesca Giani
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