Sanità

nov272017

Caduceo d'Oro 2017 a Scaccabarozzi (Farmindustria) e De Tomaso (Gazzetta del Mezzogiorno)

Caduceo d’Oro 2017 a Scaccabarozzi (Farmindustria) e De Tomaso (Gazzetta del Mezzogiorno)
Nella sua XIII edizione il Caduceo D'oro, quest'anno dedicato al welfare è stato assegnato, durante un incontro organizzato a Bari dall'Ordine dei Farmacisti di Bari e Bat, al Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi e al direttore del quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" Giuseppe De Tomaso.
«Sono orgoglioso di ricevere questo prestigioso premio conoscendone l'importanza, la storia e il valore - ha detto Scaccabarozzi - E voglio ringraziare vivamente, per la stima e il riconoscimento, coloro che me lo hanno assegnato. Mi fa piacere ritirarlo come rappresentante di un'industria, quella farmaceutica, in prima linea per la salute dei cittadini. Le imprese del farmaco rappresentano un volano di sviluppo economico, per produzione ed export, e occupazionale, con addetti qualificati tra cui molti giovani e donne. E sono l'avanguardia dell'innovazione, anche in Italia, grazie alle tante eccellenze nel biotech, nei vaccini, nelle terapie avanzate, negli emoderivati, nei farmaci orfani. Un'innovazione che, insieme a una tecnologia che fa passi da gigante, presto scardinerà vecchi paradigmi. Con il farmaco che diventa un processo, si fonde con i dispositivi e i servizi digitali, mentre la genomica sposa i Big data per puntare veloce alla medicina personalizzata. L'Italia, come riconosciuto anche a livello internazionale, ha avuto negli ultimi anni politiche tra le più innovative in Europa nell'ambito della sanità. Manca l'ultimo miglio, una governance ancora più moderna che premi l'innovazione, superi il concetto dei tetti e consideri la spesa farmaceutica come un investimento in un sistema che valorizzi anche i costi evitati».
«Questo premio va innanzitutto a tutti i colleghi e le colleghe che hanno fatto, fanno e faranno grande la storia del nostro giornale - ha detto De Tomaso. L' importanza della qualità della informazione non va sottovalutata tanto più in un momento in cui le fake news inondano il web. E quello della sanità è un settore particolarmente esposto, laddove la disinformazione può arrecare danni gravi alla salute pubblica, così come è avvenuto per i vaccini».

L'assegnazione del riconoscimento è stata anche l'occasione per aprire una tavola rotonda organizzata dall'Ordine dei Farmacisti di Bari e Bat su "Welfare negli anni della crisi - politiche per la salute e accesso al farmaco". Il dibattito è stato aperto dallo studio sullo stato di salute del Ssn della Sda Bocconi presentato da Sandro Castaldo, da cui è emersa la condizione di logoramento, profonda sofferenza e crisi strutturale in cui si trova il ssn, caratterizzato da una sanità a macchia di leopardo, con ben 7 regioni al di sotto della soglia che garantisce i Lea e un Sud sempre più penalizzato anche dai criteri di riparto del Fsn. La fotografia ha evidenziato, si legge in una nota stampa, un'Italia ai primi posti per pubblicazioni scientifiche e per produzione farmaceutica e per buoni livelli di cura ma con risorse insufficienti: il budget troppo basso si scontra con la necessità di assicurare a tutti i cittadini l'accesso alle cure e alla prevenzione. Il tutto in un contesto di sfide future quali l'invecchiamento, l'aumento delle cronicità, delle non autosufficienze. Una conferma, quindi, che occorre mettere subito mano a una ristrutturazione concreta e credibile del Sistema sanitario nazionale. Il rischio, sottolinea ha sottolineato il sen. Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente dell'Ordine interprovinciale dei Farmacisti Bari e Bat è che «se aumentano le persone che rinunciano a curarsi per problemi economici, e quelle costrette a ricorrere al privato significa che non siamo più di fronte ad un sistema virtuoso e universale, ma ad un sistema iniquo che deve essere corretto. Anche l'investimento che si fa per le cronicità, l'assistenza agli anziani, la disabilità, la prevenzione è insufficiente e l'introduzione dei nuovi Lea si carica di contraddizioni laddove scopre il fianco alla incertezza su risorse e valore scientifico delle prestazioni. Un modello basato sulla sinergia tra pubblico e privato, con una rete territoriale che si avvalga del ruolo strategico della farmacia dei servizi - soprattutto per i servizi cognitivi propri del farmacista e migliorare l'aderenza terapeutica - e sulla sanità integrativa è senz'altro una strada da imboccare per tornare ad assicurare a tutti i cittadini il diritto alla tutela della salute. Non solo. È evidente come la frontiera delle terapie e dei farmaci innovativi si incroci con quella della universalità delle cure e della sostenibilità dall'altra, atteso che garantire la sostenibilità della innovazione è condizione necessaria per garantire il diritto universale alla tutela della salute. Di qui si impone un nuovo corso anche per la governance del farmaco a livello nazionale, europeo ed extraeuropeo. In questo quadro", ha concluso, "emerge con chiarezza come la sfida, in particolare quella della innovazione, che investe e impegna le istituzioni e i professionisti della sanità, sia anche di natura etica e antropologica, oltre che economico-finanziaria».
Sono intervenuti Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bari; Marco Cossolo, presidente Nazionale di Federfarma; Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva; Giovanni Gorgoni, direttore generale / commissario straordinario AReS Puglia; Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani; Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria; Marco Vecchietti, consigliere delegato RDM Assicurazione Salute spa.
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