NUTRIZIONE

set242015

Caffè e composti bioattivi: pregi e difetti della bevanda più diffusa al mondo

Il caffè, come bevanda, è una delle più consumate a livello mondiale. Moti studi ne hanno indagato la composizione benefici sul metabolismo. Tuttavia gli esperti mettono in guardia dall’assunzione eccessiva

Ricco di sostanze biologicamente attive, fra cui la caffeina, si pensa che il caffè possa avere effetti terapeutici e proprietà funzionali sull'organismo umano, svolgendo una funzione protettiva su cuore, fegato, reni e sistema nervoso. Lo riferisce una review condotta dall'Università di Napoli, che si è soffermata in modo particolare sui risultati degli ultimi vent'anni di ricerche, da cui è emersa la correlazione stretta e inversa fra il consumo di caffè e l'incidenza della depressione. Gli effetti antidepressivi sono stati spiegati grazie a studi fitochimici su modelli animali, che hanno mostrato i meccanismi molecolari attraverso cui la caffeina agisce a livello dell'ippocampo, bloccando gli esiti negativi che lo stress induce sull'umore e sui disturbi della memoria. Secondo i ricercatori la scoperta fa prevedere possibili impieghi della caffeina in ambito terapeutico. Il contenuto maggiore o minore di caffeina nel caffè, inteso come bevanda, dipende in larga parte dal modo in cui essa è preparata, che influenza non solo il profilo aromatico, ma anche il contenuto finale di composti metabolicamente attivi. Tuttavia gli effetti collaterali in caso di un'eccessiva assunzione di questo alcaloide possono portare ad ansia, agitazione, mal di testa e nausea. Il successo commerciale di bevande diverse dal caffè (i cosiddetti "energy drink") e con elevati contenuti di caffeina, e l'uso di caffeina come ingrediente anche di preparazioni dolciarie, ha reso necessario un intervento delle autorità sanitarie per mettere in guardia da un consumo giornaliero totale eccessivo e dannoso fra la popolazione e in particolare nei gruppi più sensibili, come bambini e donne in gravidanza. Secondo un'opinione scientifica emessa da Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) nel corso di quest'anno, oltre alla necessità di definire una soglia di consumo, sarebbero da indagare ulteriormente anche le possibili interazioni fra la caffeina e gli altri costituenti delle bevande energetiche dove è aggiunta, l'alcool e l'esercizio fisico.

L'Opinione ha concluso che fino a 200 mg di caffeina in dose singola non inducono cambiamenti rilevanti della pressione sanguigna, né della temperatura corporea; tale quantità non riduce la percezione dello sforzo eseguito durante l'esercizio fisico né maschera la percezione dell'effetto di un abuso di alcool. Un consumo di caffeina fino a 400mg al giorno, da tutte le possibili fonti alimentari (una tazzina di caffè ne contiene in media 80 mg e una tazza di tè circa 60), non ha particolari controindicazioni in adulti sani. Le donne in gravidanza, invece, non dovrebbero superare i 200 mg al giorno (valore soglia anche per bambini e adolescenti).

Francesca De Vecchi - esperta in scienze dell'alimentazione


Alcune fonti di dati citati nell'articolo:

Coffee and depression: a short review of literature. Curr Pharm Des. 2015 Aug 25. [Epub ahead of print]

Scientific Opinion on the safety of caffeine EFSA Journal 2015;13(5):4102
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