Sanità

lug72018

Calcolo fatturato, Cds: sconti vanno esclusi. Rurali: un passo verso tutela anello più debole

Calcolo fatturato, Cds: sconti vanno esclusi. Rurali: un passo verso tutela anello più debole
Il fatturato annuo in regime di Ssn delle farmacie rurali sussidiate, per la determinazione degli sconti agevolati, si calcola in base a quanto è riconosciuto dal Servizio sanitario in termini di oneri, mentre non vanno computati gli sconti e gli oneri a carico del cittadino cioè voci di costo che non sono a carico del Ssn. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza (n. 1699/2018) che ribadisce quanto affermato in merito nel parere del ministero della Salute e che accoglie il ricorso, con istanza sospensiva, di un farmacista rurale valdostano che si è visto recapitare una nota della Asl Val d'Aosta che gli comunicava che la sua farmacia per l'anno 2016 era risultata nella fascia di fatturato superiore a euro 387.342,67. Questo, oltre a comportare una diversa determinazione degli importi dovuti alla Asl a partire dal mese di gennaio 2017, ha fatto sì che la Asl chiedesse "la restituzione dell'importo complessivo di euro 22.641,78".

Nel ricorso, il titolare ha sostenuto che "nella nozione di fatturato annuo in regime di Ssn, non debbano essere ricompresi gli sconti, cioè la percentuale sul costo del farmaco rispetto alla quale la farmacia deve rinunciare al rimborso e la quota di partecipazione alla spesa dovuta dagli assistiti". Una lettura che i giudici hanno ritenuto corretta in linea anche con la giurisprudenza, secondo la quale ai fini del calcolo in questione "non devono essere computati gli sconti che la legge impone sul rimborso dei farmaci, trattandosi di una voce di costo che non è corrisposta dal Ssn, ma che rimane a carico della farmacia che ha erogato il farmaco. Ciò vale anche per le spese dovute dagli assistiti che, appunto, sono a carico degli stessi e non del Ssn".
«Questa sentenza, molto attesa dalla categoria, chiude la querelle con una soluzione favorevole per le piccole farmacie - afferma Salvo Cassisi, farmacista rurale e delegato per le rurali di Federfarma Palermo in un commento chiesto da Farmacista33 - e fa ulteriore chiarezza ribadendo la giusta interpretazione da parte del ministero della Salute di una legge, per altro di sua competenza. Ma soprattutto stigmatizza l'accanimento da parte delle Regioni verso le piccole farmacie che in alcuni contesti sociali con meno di 1.500 abitanti portano avanti più che un servizio professionale, una missione. E anziché sostenerle le aggrediscono pensando su bilanci che sono già al limite della sostenibilità. Questa sentenza, che di fatto conferma quanto il Ministero aveva già chiarito, è un riconoscimento dell'importante ruolo che le piccole farmacie svolgono nelle piccole comunità e segna sicuramente un passo in più verso la tutela dell'anello più debole».

Simona Zazzetta


discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Garattini S., Bertelè V. Farmaci sicuri
vai al download >>

SUL BANCO