Sanità

gen182012

Campagna pro farmacia accende il dibattito

«Brave heart, cuore coraggioso. Sfortunatamente non è il titolo di un film». Lo si legge su una campagna lanciata su alcuni quotidiani nazionali, come per esempio Repubblica. «Beppe, 81 anni, è cardiopatico da 27. Tutti i giorni deve misurarsi la pressione e prendere le sue pastiglie betabloccanti ogni sei ore. Dovrà continuare a farlo dopo il 20 gennaio». Così recita il messaggio a piena pagina. Ma è solo nelle righe successive che si inizia a capire da dove deve nascere «il coraggio di chi lotta per il proprio diritto alla salute»: «Nel suo paesino, poco meno di mille anime, c’è una sola piccola farmacia che grazie alle celebrate liberalizzazioni sarà costretta a chiudere. Beppe dovrà prendere la corriera e fare più di un’ora di viaggio». Poi a parlare è direttamente Beppe: «Un po’ di moto farà bene al mio cuore matto». La pubblicità è firmata www.equaliberalizzazione.it, un sito che riporta alcune argomentazioni contrarie alle proposte di liberalizzazioni allo studio del Governo e che risponde a quelle lette in comunicati stampa e dichiarazioni di chi invece è favorevole. A margine, in piccolo, la società che ha realizzato la comunicazione: www.sgi.to.it, Società generale dell’immagine, di Torino. La stessa che ha curato alcune iniziative editoriali di Farmagruppo, che si legge in calce al sito dell’Ordine dei farmacisti di Torino e che – lo si legge sul sito – cura pubblicazioni specializzate per Federfarma Piemonte e Valle d'Aosta. Su chi sia dietro alla campagna non ha dubbi il presidente del Movimento nazionale liberi farmacisti, Vincenzo Devito: «i titolari di farmacia» scrive in una nota e poi aggiunge: «Nella pubblicità si tenta di far credere che le persone anziane che abitano nei paesini più piccoli a seguito delle liberalizzazioni non troveranno più una farmacia a disposizione. Una falsità grossolana perché questo è proprio ciò che accade sempre più spesso con l’attuale numero chiuso di farmacie. Una pubblicità ingannevole che andrebbe posta sotto la lente dell’Autorità competente». Da qui la risposta: «Senza la liberalizzazione della fascia C, Beppe 81 anni, cardiopatico e con la pressione alta, sarà costretto a pagare il massimo prezzo per i farmaci con obbligo di ricetta che il Ssn non gli concede in assistenza».


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