Sanità

set112013

Campania, presidi per incontinenza in eccesso venduti online sottocosto

di iorio_michele

In Campania risultano numerosi annunci online di vendita sottocosto di confezioni di presidi per l’incontinenza, un probabile effetto di un eccesso di dispositivi consegnati ai pazienti dalla ditta che gestisce la fornitura. Lo denuncia Federfarma Napoli che ha iniziato a monitorare il fenomeno insospettita dai prezzi eccessivamente bassi: confezioni di un’unica marca, vendute anche ad appena 3 euro. «È plausibile» spiega Michele Di Iorio presidente provinciale dei titolari «che i pannoloni rivenduti on-line siano gli stessi che la Regione consegna a domicilio gratuitamente attraverso la ditta aggiudicataria e probabilmente eccedenti rispetto alle necessità di chi li riceve. Non può essere solo un caso che tutte le vendite on-line siano della stessa marca e a costi irrisori». Gli annunci sono di vario genere, si offrono pacchi convenienza, la possibilità di un approvvigionamento regolare nel tempo, traversine e guanti in lattice. Tutti i prodotti in offerta hanno un unico comune denominatore: la marca. Ed è proprio questo il punto nodale della questione, spiega Di Iorio: la Regione Campania nel 2009 ha bandito, attraverso la Soresa, una gara per la fornitura dei pannoloni per incontinenti vinta dalla stessa ditta i cui prodotti vengono ora rivenduti on-line. I dispositivi vengono consegnati direttamente dalla ditta aggiudicataria a casa dei cittadini che ne hanno diritto, ma evidentemente in quantità eccedenti rispetto al reale fabbisogno. Il costo della distribuzione dei pannoloni, in capo alla Regione Campania, è di circa 80 milioni di euro, secondo l'importo della gara d'appalto. «Ciò vuol dire» dice Di Iorio «che si crea un surplus di forniture rispetto alle reali esigenze: se a un incontinente vengono consegnate, per esempio, 500 pezzi per un anno, nessuno controlla se lo stesso ne usi 300 o 400 per una tipologia di prodotto il cui utilizzo è evidentemente variabile. Sono sconcertato» conclude Di Iorio «perché la Regione, nello specifico il servizio regionale per il rientro del debito sanitario, da un lato centellina le risorse, pretendendo dai titolari di farmacia sempre maggiori servizi a minor costo, mentre dall'altro sostiene l'utilità di gare che producono spese non controllate, incentivando, al contrario, la nascita di nuovi piccoli “imprenditori del pannolone”».


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