Sanità

gen272017

Campania, torna attenzione su carenze. Stabile: rete farmacie è strumento per limitarle

Campania, torna attenzione su carenze. Stabile: rete farmacie è strumento per limitarle
Torna sulle pagine della cronaca il tema della carenza di farmaci e questa volta a essere interessato è la gammaglobulina antitetanica. La vicenda, come si legge dai quotidiani locali, riguarda un paziente di Agropoli che «è stato invitato dai medici del pronto soccorso a trovare e a farsi iniettare entro 24 ore la gammaglobulina antitetanica perché al pronto soccorso ne sono sprovvisti». Dopo una serie di telefonate «alle farmacie della provincia di Salerno e Napoli senza esito» è il racconto dei familiari riportato sui giornali «ci siamo rivolti fuori regione. Da Potenza abbiamo ricevuto un no. Abbiamo chiamato allora una farmacia di Roma e al primo tentativo ci siamo sentiti rispondere che il farmaco era disponibile».

«Non conosco la situazione negli ospedali» spiega Nicola Stabile, eletto da pochissimo all'unanimità alla guida di Federfarma Campania, «da un primo controllo nella mia farmacia il farmaco non è presente in magazzino e dal programma risulta mancante temporaneamente, il che significa che ci potrebbe volere una settimana per riceverlo. Tuttavia facendo una prima verifica tra le farmacie della zona l'ho reperito al primo colpo in cinque sedi. C'è probabilmente un problema di rottura di stock, per il quale la soluzione spesso è proprio la rete solidale delle farmacie: in questi casi, sono direttamente le farmacie a telefonare ai colleghi della zona per cercare di reperire il farmaco nel più breve tempo possibile».

In generale, «va detto che quella riguardante gli emoderivati è una storia antica e il problema della carenza è riconducibile più a ragioni di produzione che a ragioni commerciali. Dal momento che si tratta di farmaci che derivano dalla lavorazione del sangue i livelli di produzione sono limitati. In questo contesto, le aziende di produzione e di distribuzione, vuoi forse per questioni contrattuali o forse anche per la considerazione che lì l'intervento può avere carattere di urgenza, tendono a rifornire prima gli ospedali delle farmacie del territorio. Ma, come dicevo, la rete delle farmacie è fondamentale». Per quanto riguarda più in generale il tema delle carenze, «fino a due anni fa la problematica era più cogente. Oggi, devo dire che i protocolli messi in piedi e una connessione più stretta tra le farmacie e tra farmacie e aziende, si sono rivelati strumenti efficaci nel limitare la problematica. Allo stato attuale, pur con la premessa che non ho ancora una veduta di insieme di carattere regionale, non mi pare di rilevare picchi, ma, pur con casi particolari e differenze da zona a zona, una situazione nota. Questo, salvo problematiche tecniche». Da Nicola Stabile, che era già stato presidente regionale dal 2006 al 2013, arriva anche un commento: «L'ho detto nel colloquio di ieri a margine delle elezioni: sono come un attaccante rimasto in panchina con il crociato rotto. Oggi torno in campo, pronto per le tante partite che ci aspettano. Ci sarà da lavorare molto, con il supporto di tutti: e in questo senso credo che l'elezione all'unanimità sia una buona premessa. Le tematiche sul tappeto sono diverse e tutte importanti, anche perché viviamo un periodo in cui il ruolo del sindacato è fondamentale e in cui la parte pubblica, rappresentata da Asl e Regioni, è sempre più dialettica e attiva».

Tra le tematiche sul tappeto e le priorità, «per citarne solo alcune, c'è ripristinare la distribuzione dei prodotti nefropatici in farmacia, rimodulare quella dei prodotti per il diabete e per l'incontinenza. Questo, in primo luogo per facilitare l'accesso all'assistenza dei pazienti, ridurre sprechi e favorire risparmi per le casse pubbliche». In merito al ricorso al Tar contro il decreto commissariale n. 97 del 2016 su Dpc, che ha visto una udienza l'altro ieri, «certamente seguirò da vicino la vicenda ma essendomi appena insediato è troppo presto per commenti. A ogni modo, già settimana prossima ho un appuntamento in Regione. Quello che mi auguro è che ci sia presto un assessore con cui interloquire e soprattutto che dagli incontri con la regione si arrivi a una definizione pacifica che dirima tutte le questioni aperte, superando di fatto il contenzioso in essere».
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