NUTRIZIONE

giu162016

Campilobacter spp e il problema della resistenza agli antimicrobici

Il fenomeno della resistenza batterica agli antimicrobici è in crescita in Europa e nel mondo. Le Autorità han lanciato un allarme. Campylobacter, l’agente zoonotico più diffuso ha una resistenza elevata ai farmaci comunemente usati per i trattamenti nell’uomo e negli animali

La resistenza agli antimicrobici sviluppata da alcuni batteri patogeni produrrebbe 25000 decessi l'anno nella sola Europa. La causa sarebbe da imputare all'uso massiccio di alcuni antimicrobici che hanno favorito l'insorgere di fenomeni di resistenza batterica sia su animali sia su persone. È questa, in estrema sintesi, la conclusione cui è giunto il documento congiunto di Ecdc, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie ed Efsa, pubblicato lo scorso febbraio. Sono stati analizzati i dati provenienti da 28 Paesi dell'Unione Europea relativi ad alcuni patogeni zoonotici (Campylobacter spp, Salmonella, E. coli, in campioni umani, veterinari e di cibo.

Il fenomeno interessa in modo particolare le filiere alimentari di produzione di carne e latte per il consumo umano, imputati di favorire la selezione e propagazione di batteri resistenti. Le condizioni di allevamento intensivo infatti generano negli animali condizioni di stress, malattie e infezioni frequenti, che richiedono interventi a base di farmaci appropriati, che non di rado vengono estesi al "gruppo" per evitare la diffusione del contagio. La connessione fra l'incidenza di resistenza batterica e i dati di consumo di farmaci nei paesi maggiormente interessati è evidente: dove si somministrano più farmaci (Europa meridionale e orientale), i casi di antibiotico-resistenza registrati sono maggiori, si legge nel documento. Il fenomeno colpisce in modo particolare gli allevamenti di pollame, ma mette a rischio la salute dell'intera catena alimentare. L'impossibilità di curare gli animali con farmaci fino a poco tempo fa efficaci, infatti, aumenta il rischio propagazione di infezioni, epidemie e di contagio anche per l'uomo.

Sotto questo aspetto assume particolare rilievo la resistenza estremamente elevata mostrata da Campylobacter, l'agente zoonotico causa di campylobacteriosi, Sono stati registrati numerosi episodi di resistenza a ciprofloxacina, un antimicrobico usato preferenzialmente contro le infezioni che possono colpire il pollame e anche l'uomo in seguito al consumo di alimenti infetti. Nei polli da carne è stata osservata anche una resistenza molto alta all'acido nalixidico e alle tetracicline. La campylobacteriosi è una malattia gastrointestinale fra le più diffuse al mondo con un tasso di incidenza che ha superato quello delle salmonellosi non tifoidee. In Europa è la patologia a trasmissione alimentare più frequente, di cui si segnalano circa 200000 casi ogni anno nell'uomo, sebbene si pensi che il numero effettivo sfiori i 9 milioni di contagi l'anno.

"The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2014".
Febbraio 2016
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