Sanità

set112018

Canapa light, circolare ministeriale indica tolleranza zero su concentrazioni Thc

Canapa light, circolare ministeriale indica tolleranza zero su concentrazioni Thc

Una stretta al mercato con un'interpretazione più restrittiva della normativa che si applica ora agli smart shop che vendono canapa industriale, cosiddetta canapa light, e tolleranza zero sul rispetto dei limiti di concentrazione del Thc e delle varietà vendute. È quanto promette il ministro dell'Interno Matteo Salvini che sulla questione ha inviato una circolare destinata a questori, forze dell'ordine e prefetti in cui indica punto su punto la linea da tenere su smartshop e infiorescenze. Lo riportano varie fonti stampa nazionali in particolare La Stampa che aveva da poco pubblicato un'inchiesta sul mondo dei negozianti, ormai numerosi, che hanno aperto una partita Iva legata alla commercializzazione di prodotti a base di canapa e di infiorescenze, a cui si aggiungono un centinaio di marchi nati solo negli ultimi tre mesi. Ed è proprio la categoria a segnalare l'esistenza di una zona grigia.

«Con il boom del mercato sono nati diversi marchi che commercializzano un'erba a basso contenuto di principio attivo, ma che non è tra le varietà del Catalogo europeo - spiega Luca Marola, fondatore del brand EasyJoint secondo il quale otto prodotti su dieci ora in commercio sono nella zona grigia. «C'è chi interpreta bene le leggi, e chi no» aggiunge.
Secondo AssoCanapa «c'è una grande confusione, che non fa bene a nessuno», anche sull'uso che se ne fa, afferma Margherita Baravalle, presidentedi AssoCanapa «e parlare solo di fumo e Thc è limitativo, è una pianta dai molteplici impieghi, per esempio quello alimentare».

L'intervento del ministro interessa questa zona grigia: se la canapa non rispetta il limite dello 0,25% di Thc oppure non rientra nelle 64 varietà definite "industriali" dal Catalogo europeo, va trattata come una sostanza stupefacente con conseguente denuncia per il titolare del negozio, sequestro dei prodotti e segnalazione al Prefetto dei consumatori, cioè i clienti. Vale per le infiorescenze sfuse, oli e derivati. La circolare chiarisce anche che la legge tutela l'agricoltore nel caso in cui, per cause naturali e quindi a lui non imputabili, il raccolto ha un Thc più alto. Ma esclude che questa soglia di tolleranza sia applicabile a rivenditori, grossisti e negozianti, rassicurati fino ad ora da questo vuoto normativo. (SZ)


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