farmaci

mar162012

Cancro al seno e diabete: cure sinergiche

Tra le donne diabetiche con cancro mammario Her2+ in stadio =/>2, quelle che assumono tiazolidinedioni e metformina hanno un migliore outcome rispetto a chi non usa tali farmaci. La scelta della terapia antidiabetica potrebbe dunque influenzare la prognosi in questa popolazione. Il dato proviene da una ricerca svolta dal gruppo di Sai-Ching J. Yeung della university of Texas, Houston (Usa), che ha analizzato retrospettivamente i dati di 1.983 pazienti affette da cancro mammario Her2+, trattate tra il 1998 e il 2010. Dalle analisi effettuate è emerso che il diabete mellito di tipo 2 è predittivo di scarsa sopravvivenza in queste pazienti. Si è però notato che l'utilizzo di metformina oppure di tiazolidinedioni consente di predire una sopravvivenza prolungata. Circoscrivendo l'analisi alle sole pazienti diabetiche, non solo si conferma un prolungamento della sopravvivenza nelle utilizzatrici di metformina e di tiazolidinedioni, ma si nota che l'uso degli stessi farmaci è associato a una ridotta mortalità specifica per cancro mammario. Poiché lo Human epidermal growth factor receptor (Her2), il recettore dell'insulina e l'Insulin-like growth factor (Igf-I) coinvolgono, come via di segnalazione, il medesimo asse Pi3K/Akt/mTor, si ipotizza che i diversi farmaci antidiabetici, influenzando in maniera differente questo sistema biochimico, possano incidere in vario modo sulla prognosi delle donne con cancro mammario Her2+.


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