Sanità

lug172012

Cannabis: il Veneto fa discutere. Cautele Fda su uso oppiacei

Pericolosa e incostituzionale. È questo il parere di Giovanni Serpelloni, capo dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio, sulla proposta del Veneto, che consente la distribuzione gratuita di farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi.

Pericolosa e incostituzionale. È questo il parere espresso da Giovanni Serpelloni, capo dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio, sulla proposta di legge del Veneto, che consente la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di farmaci e preparati galenici a base di cannabinoidi, varata in commissione Sanità del Consiglio regionale e pronta per il voto in Aula. Una proposta che dà attuazione alle disposizioni ministeriali del 2007 che hanno riconosciuto la valenza terapeutica dei derivati dalla cannabis e che però, se non modificata, potrà essere impugnata dal governo. A essere contestato in particolare un articolo che affida a due centri, Rovigo e Firenze, la produzione e lavorazione di cannabis medicinale ai fini della fornitura al Sistema sanitario regionale. Ma, è l’obiezione di Serpelloni, «le autorizzazioni alla produzione di farmaci di questo tipo sul territorio nazionale possono essere concesse solo dal ministero della Salute e dall'Aifa». Intanto, sempre in tema di oppioidi, arriva dall’americana Food and Drug Administration un piano per la gestione di rischi e abusi relativi ad antidolorifici oppiacei, in particolare per quelli a rilascio prolungato e a lunga durata per il dolore da moderato a grave. Come spiega l’ente americano sul suo sito, il piano è finalizzato a formare sull'appropriatezza prescrittiva i medici, che a loro volta dovranno istruire i pazienti a un uso sicuro. Secondo il centro per il controllo e la prevenzione delle Malattie dell'Fda infatti, 14.800 americani sono morti per overdose da oppiacei nel 2008, e 15.597 nel 2009, quasi quattro volte il numero di decessi rispetto al 1999. L’iniziativa prevede anche la distribuzione nelle farmacie di una brochure, da consegnare ai pazienti, su cui viene spiegato come utilizzare in sicurezza questi farmaci. Proprio l’appropriatezza è un tema sempre più al centro anche del dibattito italiano: in un position paper recentemente pubblicato da Il pensiero scientifico editore “Dolore in Italia. Analisi della situazione. Proposte operative” e presentato in concomitanza con la IV edizione di Impact proactive dedicato alla legge 38/2010 sul dolore, è contenuto un appello all’appropriatezza prescrittiva: il manuale mette infatti a disposizione di chi opera nella sanità «strumenti e metodi che facilitino l’identificazione del tipo di dolore, prevedendo un intervento globale, al fine di garantire una scelta terapeutica adeguata e una minimizzazione dei rischi connessi alla terapia». «Obiettivo del volume» spiega Guido Fanelli tra i componenti della cabina di regia che ha redatto il manuale «è contribuire al necessario cambiamento culturale nella gestione del dolore sul territorio, che comprenda l’appropriatezza prescrittiva in medicina generale e nel consiglio in farmacia».


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