Sanità

giu222018

Cannabis light. Grillo: no a divieti, nessuna emergenza né prove di nocività

Cannabis light. Grillo: no a divieti, nessuna emergenza né prove di nocività
Parlare di divieto di libera vendita della cannabis light è una conclusione un po' forte, si tratta di un principio di precauzione, di una quantità di sostanza attiva molto bassa. Non c'è alcuna emergenza che lo giustifichi casomai sarà necessaria una regolamentazione del settore. Così il ministro della Salute Giulia Grillo si è espressa sulle pagine dei quotidiani nazionali sul parere del Css in cui si legge che il Consiglio "ritiene che la pericolosità dei prodotti (...) non può essere esclusa" e chiede "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti". «Sui numerosi campioni testati nei laboratori, solo in sei casi sono risultati valori in combinazione di Thc compresi tra lo 0,2 e lo 0,6%, che sono comunque limiti consentiti dalla legge», spiega Grillo, secondo cui «la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività. Agli italiani che ieri hanno letto un po' di notizie allarmistiche dico comunque di stare tranquilli». Per il ministro M5S occorrerà inserire un divieto di vendita ai minori, «come è stato fatto per alcol e fumo di sigarette». Sulla possibilità che nei negozi sia venduta anche marijuana non light, «i controlli sono fondamentali. Penso di potenziare il corpo specializzato dei Nas per creare una task force dedicata al controllo dei punti vendita».
Intanto, tramite comunicato del ministero, Grillo ha fatto sapere che «dato l'interesse generale» ritiene «opportuna la pubblicazione del parere reso dal Css».

Il dibattito resta comunque aperto e a fare ulteriori dichiarazioni sono i senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri e Maria Rizzotti che chiedono, proprio alla luce della «denuncia di pericolosità di queste sostanze che vengono considerate innocue per le loro caratteristiche» che le Commissioni parlamentari che si sono appena costituite «promuovano una rapida discussione sul documento prodotto dal Consiglio superiore di sanità per valutare le iniziative da intraprendere».
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