Sanità

gen102018

Cannabis, pazienti denunciano carenze. Sif: regole mercato si basino sulle evidenze

Cannabis, pazienti denunciano carenze. Sif: regole mercato si basino sulle evidenze
Le prospettive terapeutiche della Cannabis sono senz'altro interessanti ma i dati ad oggi disponibili sono insufficienti, per questo motivo a sviluppare e a stabilire le regole di questo nuovo mercato devono essere la ricerca scientifica e le evidenze cliniche e non la domanda dei pazienti che denunciano la difficoltà di reperimento dei farmaci. Con queste parole il presidente della Società italiana di farmacologia (Sif) Alessandro Mugelli e del presidente della Società italiana di tossicologia (Sitox) Patrizia Hrelia commentano la richiesta pubblica della Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, che a nome dei pazienti che usano Cannabis Fm-2, ha chiesto l'intervento del ministero della Salute affinché il governo provveda a sopperire alla mancanza del prodotto, «non sempre prontamente reperibile», secondo la lettera dell'Associazione al Ministero. Nella stessa lettera, che diffidava le istituzioni ad adempiere alla richiesta salvo «adire l'Autorità giudiziaria competente [...] per la richiesta di risarcimento del danno», i sottoscriventi denunciavano che il mancato reperimento dei derivati della Cannabis causa loro «gravi e irreparabili danni e sovente crisi e altri malori legati».

Di fatto - specificava un altro punto della lettera - tale carenza «costringe i pazienti a commettere reati essendo gli stessi costretti a rivolgersi al mercato nero ovvero, a coltivare Cannabis pur di non interrompere le cure prescritte e dare continuità al percorso terapeutico». In una nota congiunta le due società scientifiche sottolineano che si tratta di un nuovo strumento terapeutico, e in quanto tale va dispensato con cautela. Soprattutto perché, nonostante l'entusiasmo verso questa nuova possibilità, «sull'uso medico della Cannabis gli studi ad oggi disponibili sono insufficienti per trarre conclusioni definitive sull'efficacia e la sicurezza della sostanza. Recenti indagini internazionali hanno mostrato che la conoscenza della farmacologia e della tossicologia dei derivati della Cannabis da parte dei medici che la prescrivono è piuttosto insoddisfacente. Proprio per questa ragione - spiegano - le nostre Società si stanno adoperando per realizzare specifici corsi di formazione sull'argomento destinati a medici e farmacisti». Le società scientifiche chiedono anche di valutare più attentamente i passi necessari nello sviluppo del mercato - sostanzialmente nuovo - della Cannabis terapeutica, che è ancora un vero e proprio «campo minato». «Le prospettive terapeutiche della Cannabis sono senz'altro interessanti - affermano i Presidenti Sif e Sitox - anche se non vi è ancora chiarezza sulle reali prove di efficacia e soprattutto, quello che manca è un dato certo sul fronte della sicurezza. Non si conoscono, in particolare, gli effetti a lungo termine. Ci troviamo in un campo minato e per questo ci vuole chiarezza, formazione e corretta informazione sia agli operatori sanitari sia ai cittadini, nei quali in particolare non bisogna creare false speranze perché la Cannabis rappresenta in ogni caso un trattamento sintomatico e non curativo. Le informazioni, non sempre corrette e potenzialmente pericolose, pongono in rischio non solo la salute dei pazienti, ma anche la collettività». (SZ)
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