Sanità

mar192017

Cannabis terapeutica, Minghetti (Sifap): standardizzare le preparazioni e raccogliere dati clinici

Cannabis terapeutica, Minghetti (Sifap): standardizzare le preparazioni e raccogliere dati clinici
Standardizzazione delle preparazioni in farmacia e raccolta dei dati per ampliare le evidenze cliniche sugli effetti della cannabis terapeutica. Questi gli elementi di rilevanza che accompagnano la disponibilità di cannabis terapeutica prodotta in Italia nelle farmacie. Se ne è parlato in un convegno dedicato, a cura della Sifap, nel corso di Farmacistapiù, il convegno dei farmacisti che si svolge a Milano fino a domenica 19 marzo. «La cannabis terapeutica che finora veniva importata dall'Olanda, oggi per scelta del ministero della Salute, è prodotta dall'Istituto farmaceutico militare italiano con importanti risparmi sui costi burocratici, di trasporto e di materia prima» spiega Paola Minghetti presidente di Sifap «averla disponibile, anche se in quantità ancora limitate, sul nostro territorio comporta vantaggi e molte farmacie hanno iniziato a richiederla». Esiste però un problema, aggiunge, per la preparazione della soluzione oleosa: «Quando la forma farmaceutica finale è un'estrazione fatta in farmacia, si pone il problema della standardizzazione, vale a dire il fatto che le farmacie possano fare la stessa preparazione e quindi i pazienti possano avere sempre lo stesso prodotto su tutto il territorio. Non avendo una monografia di farmacopea ufficiale, questo è reso difficile. Sifap, con l'aiuto di Sifo, ha fatto una monografia e l'auspicio è che tutti i farmacisti la seguano per avere un prodotto il più possibile standardizzato su tutto il territorio. Questo aiuterà i medici a prescrivere in modo sempre più corretto e i farmacisti a preparare in maniera sempre più riproducibile i prodotti».




La scelta del ministero della Salute di produrre in Italia la cannabis terapeutica, spiega ancora Minghetti «fa parte di un progetto più ampio di sperimentazione, per cui i medici devono raccogliere dati sui pazienti in terapia per capire se clinicamente l'uso è rilevante. Sulla cannabis c'è una grande aspettativa, ci sono molti lavori farmacologici su modelli animali, ma obiettivamente sulla parte clinica, per alcune indicazioni terapeutiche, le evidenze sono oggi ancora un po' carenti».

Simona Zazzetta
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