Sanità

giu252018

Cannabis terapeutica, preparatori chiedono studi. Manca spinta economica

Cannabis terapeutica, preparatori chiedono studi. Manca spinta economica
I farmacisti preparatori, i medici e i pazienti sono gli unici a chiedere di approfondire gli studi sull'efficacia e la sicurezza della cannabis a scopo terapeutico, ma non essendo un prodotto industriale non c'è una spinta economica, manca l'interesse forte delle Istituzioni e mancano i fondi su cui c'era l'impegno del ministero della Salute ad assegnarli allo stabilimento militare farmaceutico, con il compito di produrre la cannabis, determinare una formulazione idonea e di preparare l'olio. A segnalare le criticità sulla cannabis terapeutica e le preparazioni galeniche è direttore Dipartimento Assistenza Farmaceutica, Usl Umbria 2 di Terni Fausto Bartolini responsabile scientifico del secondo convegno dedicato al tema, svoltosi a Spoleto nei gironi scorsi, promosso dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (Sifo)

«I risultati sull'efficacia e la sicurezza della cannabis a scopo terapeutico presentano grossi dubbi e non essendo un prodotto industriale non c'è una spinta economica. Quindi non si sviluppano studi clinici necessari per giungere a una conclusione; a ciò dovrebbero sopperire le Istituzioni - ha affermato Bartolini. «L'esigenza di approfondire gli studi c'è ma è manifestata solo dagli attori coinvolti, tra cui prescrittori, preparatori, pazienti. Quello che manca è l'interesse forte delle Istituzioni che dovrebbero spingere i vari passaggi per andare avanti». In merito all'approvvigionamento, il direttore spiega che «il Ministero della Salute si era impegnato ad assegnare dei fondi allo Stabilimento militare farmaceutico assegnandogli, con decreto, il compito di produrre la cannabis, determinare una formulazione idonea e di preparare l'olio. Lo stabilimento ha iniziato a produrlo ma i fondi che erano stati assegnati non sono stati trasferiti allo stabilimento e, quindi, gli investimenti si sono bloccati. Auspichiamo che il nuovo assetto politico possa riprendere ad esaminare il percorso fin qui avviato».

Nella prima edizione svoltasi l'anno scorso, ricorda Simona Serao Creazzola, presidente SIFO e Responsabile Uoc Farmaceutica del territorio e Convenzionata Asl Na 1 Centro, «ci siamo confrontati sulle realtà regionali di implementazione del decreto a due anni dalla sua introduzione ed abbiamo prodotto delle Linee Guida insieme alla Sifap per l'utilizzo e la gestione di questi prodotti con l'intento di fornire un utile strumento ed evidenziare in modo condiviso criticità emerse dal confronto e dal dialogo. Inoltre - ha aggiunto - come società scientifica, stiamo lavorando in stretta collaborazione con Sifap, per omogeneizzare e standardizzare sul territorio nazionale la produzione galenica, sia ospedaliera che territoriale, e stiamo collaborando a livello nazionale per l'adeguamento delle Norme di buona preparazione alla risoluzione europea». Nel recente incontro, ha proseguito, «abbiamo voluto focalizzare l'attenzione sulla necessità di indagare gli esiti connessi a queste terapie»

In occasione del convegno è stato fatto un punto su una delle patologie che potrebbe trarre maggiori benefici dall'uso della cannabis terapeutica: la sclerosi multipla. Francesco Patti, coordinatore nazionale gruppo studio Sclerosi Multipla della Società Italiana di Neurologia (Sin), che ha effettuato degli studi con il farmaco attualmente in commercio a base di cannabinoidi composto da Thc e Cbd che costituiscono circa il 70% della molecola e un altro 30% di terpeni (nome commerciale Sativex di Almirall) segnala le criticità della preparazione galenica per questa patologia: «Sativex è utilizzato per la spasticità e i sintomi correlati in pazienti adulti con sclerosi multipla, che non hanno manifestato una risposta adeguata ad altri medicinali antispastici. In Italia questo farmaco può essere utilizzato solo in associazione a queste terapie. Il Sativex, in molti casi, può ridurre gli spasmi, il dolore legato alla spasticità, l'incontinenza urinaria, anche l'ampiezza del passo e aumentare la velocità», spiega Patti che sottolinea le molte differenze rispetto alle preparazioni galeniche: «Qualunque medico può prescrivere produzioni e formulazioni farmaceutiche galeniche, non hanno alcun tipo di controllo né per quanto riguarda le dosi, né la via di somministrazione, né la biodisponibilità. Il farmaco, a differenza di questi prodotti, è tracciabile - precisa - Tutti i lavori che hanno visto gli effetti di queste produzioni galeniche non sono stati soddisfacenti negli esiti. Se generalizziamo, rischiamo di ricadere nella cosiddetta ricreazionalità». (SZ)


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