Sanità

apr32017

Caos Farmacap, botta e risposta tra ex-Dg e Commissario. Cup e politica i nodi dello scontro

Caos Farmacap, botta e risposta tra ex-Dg e Commissario. Cup e politica i nodi dello scontro
Non si placa lo scontro politico sul management di Farmacap, la società partecipata del Campidoglio che gestisce 45 farmacie comunali. Sabato il commissario straordinario dell'azienda, Angelo Stefanori, nominato a gennaio dalla sindaca Virginia Raggi, ha comunicato la fine del rapporto di lavoro "per giusta causa" con il direttore generale Simona Laing, chiamata dalla precedente giunta di Ignazio Marino a svolgere un'opera di risanamento aziendale. Ma l'allontanamento obbligato della Laing non è stato privo di polemiche, tanto che in un'intervista con la Repubblica, l'ex dg ha voluto togliersi una serie di sassolini dalle scarpe che potessero in qualche modo "scagionarla" dalle accuse rivoltegli per giustificare il licenziamento. Spiegazioni ripetute dalla Laing anche nell'intervista con il nostro quotidiano. «Il mio licenziamento è stata una questione assolutamente personale e politica - spiega l'ex Dg a Farmacista33 - Non c'era bisogno di arrivare a questo con chi, come me, ha portato certi numeri. È un'azione di forza della quale non beneficia nessuno».

E sui rapporti di collaborazione che intercorrevano con Il Commissario Stefanori, Laing precisa che «non esisteva un rapporto di collaborazione perché non c'era volontà di averlo». «Cosa dovevo fare in un anno - si chiede ancora in maniera retorica l'ex dg - oltre che produrre 2 milioni e mezzo di fatturato; risanare l'azienda; diminuire di 2 milioni l'esposizione finanziaria; portare 600 mila euro nelle buste paga dei dipendenti che non avevano ancora rinnovato il Ccnl; aumentato 1 milione di marginalità e produrre un bilancio certificato e in ordine?». E non usa parole più leggere nel far riferimento alla notizia che sarebbero stati già stanziati 10 milioni di euro dal Campidoglio per coprire la crisi di liquidità dell'azienda. «Questo vuol dire - aggiunge Laing - che già si prevede di sanare con questi soldi il buco di bilancio che farà Stefanori che sta già incentivando vertenze e prevedendo buoni pasto per tutti. Io ho un modo diverso di vedere le cose. Ma ci si metta ad un tavolo davanti ai cittadini per chiedersi come si gestisce il pubblico: secondo il mio modello di efficientamento introducendo sistemi privatistici oppure, secondo il solito atteggiamento di aziende come mucche da mungere?». E sulla questione del Recup che avrebbe fatto traboccare il vaso aggiunge: «La questione non è cosi come la si vuol far passare. Io il Recup l'ho incentivato e ampliato. Ma l'impedimento imposto dalla Convenzione di non usare le 45 persone per il servizio, rappresentava un serio problema. Misi a conoscenza il Commissario e nel frattempo decisi la sospensione temporanea sono per essere in linea con la convenzione. Questo si chiama seguire le legge».

Ma non ci va giù leggero nemmeno il Commissario Angelo Stefanori che, sempre a Farmacista33, spiega i motivi della sua decisione. «Io non faccio questioni personali, tanto più che come avvocato sono abituato ad ascoltare e interfacciarmi con visioni differenti. Mi sono dovuto prontamente attivare quando ho visto una gestione dirigenziale e manageriale non più corrispondente alle esigenze aziendali, soprattutto cioè dopo la decisione della Laing di interrompere il servizio di Recup solo perché non era in grado di affrontare e risolvere un problema che la Convenzione poneva, come del resto nelle precedenti versioni del documento». Una questione «banale», insomma per il Commissario, che un manager pubblico deve saper affrontare. «Farmacap non gestisce solamente farmacie, ma ha un'attività ancillare di nido con 8 educatrici e 45 persone che fanno attività sociale presso 10 farmacie che hanno rapporti con le categorie più fragili - precisa Stefanori - e che operano nelle farmacie dove è impiantato anche il servizio di Recup. Le attività sociali sono fatte in convenzione con il Comune di Roma e nella Convenzione, che è stata rinnovata il 29 marzo, era previsto che le 45 persone per le quali il comune di Roma ci rimborsa il costo degli stipendi (cioè un milione e mezzo di euro all'anno), facessero solo attività sociale e non di Recup. Questa circostanza, pur essendo presente da anni nella Convenzione, è stata ritenuta una novità dalla Laing che non sapendo come gestire la questione ha preferito interrompere il servizio di Recup». Ma questo per Stefanori, significa lasciare i cittadini senza un servizio importante che, tra l'altro, è un servizio regionale. «A fronte di questo dispetto - aggiunge ancora Stefanori - che non è fatto a me ma ai cittadini, ho dovuto prendere decisioni immediate e radicali. La Laing non si confrontava con me sulle questioni, ha un carattere forte e considerava l'azienda come una cosa propria. Ci aspettiamo ora una figura professionale che andrà avanti nel suo lavoro senza spoil system, come alcuni dicono, perché questa vicenda non è assolutamente una questione politica».


Rossella Gemma
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