Sanità

apr112019

Capitali in farmacia, Hippocrates investe a Bergamo. La filiera: no a snaturamento e concentrazione

Capitali in farmacia, Hippocrates investe a Bergamo. La filiera: no a snaturamento e concentrazione

Capitali in farmacia, l'acquisto di una farmacia a Bergamo da parte di Hippocrates suscita reazioni di preoccupazione negli operatori del settore

Dopo l'acquisizione di una farmacia di Brescia, storica e di grandi dimensioni, Hippocrates si sposta a Bergamo dove, porta a termine il suo primo investimento a Branzi e ha "4-5 colloqui in corso in fase abbastanza avanzata". È quanto si legge sulle pagine de l'Eco di Bergamo che ha raccolto le voci della filiera della distribuzione del farmaco, preoccupate per lo snaturamento del sistema della farmacia italiana, per la deriva verso la "mera logica del profitto" e per strategie di concentrazione. A esprimersi in questo senso è il presidente dell'Ordine dei farmacisti di Bergamo, Ernesto De Amici. In un'intervista rilasciata al quotidiano locale afferma: «Le grandi catene multinazionali negli Stati uniti e in Gran Bretagna hanno come fine il business. E non c'è motivo di pensare che lo schema cambi perché arrivano in Italia. Si dice che anche il farmacista è un imprenditore. Sì, ma il farmacista ha una doppia anima, quella dell'imprenditore ma anche quella del professionista che dà consigli ai clienti su come assumere i farmaci. Fino ad oggi le farmacie italiane sono riuscite a garantire un equilibrio tra le due anime. Ma se una delle due prevarica sull'altra, le cose non vanno più bene. Un emendamento alla Finanziaria 2018 imponeva che il 51% del capitale delle Spa fosse in mano a farmacisti, ma poi è scomparso dall'orizzonte della politica».
A commentare è anche la cooperativa Cef di Brescia, che ha acquisito farmacie in Lombardia (comunali di Brescia e Sesto San Giovanni) e a Roma. Il presidente, Vittorino Losio sottolinea come nel loro caso siano le stesse farmacia a rivolgersi a Cef: «Sanno cosa significa fare sistema. Siamo pronti ad acquistare le farmacie di quei farmacisti che credono nella nostra filosofia e che preferiscono mettersi nelle mani di chi si è sempre battuto per una farmacia italiana libera ed indipendente. Chi crede che il capitale possa rappresentare il futuro della farmacia, dimostra di essere ingeneroso nei confronti dell'intero sistema». E ricorda come cooperative, Federfarma e Ordine siano il "vero baluardo, capace di difendere il sistema della farmacia italiana, libera da capitali e da spinte di mercato. Per non cadere vittime della mera logica del profitto».
Critico sulle politiche imprenditoriali delle Società di capitali è anche il presidente di Federfarma Bergamo Gianni Petrosillo, che vede della loro strategia quella di «comprare a pezzi e poi costituire grandi catene di farmacie, preparando il terreno alle multinazionali. Cef è una cooperativa di farmacisti che non seguirà mai una strategia di concentrazione». Ma su questo aspetto è proprio Hippocrates a dare una versione diversa, precisando di essere «un investitore italiano e indipendente, slegato dalle logiche di gruppi multinazionali o appartenenti alla filiera della distribuzione farmaceutica, e il cui disegno industriale è centrato sulla valorizzazione della farmacia tradizionale italiana. La nostra strategia è esattamente l'opposto rispetto a quella delle multinazionali estere. Metà del nostro team è costituito da farmacisti che hanno scelto di identificarsi nella nostra visione e di far parte del nostro progetto». E su Bergamo il disegno è chiaro: «Rientra nelle nostre strategie - afferma Rodolfo Guarino, co fondatore e co-amministratore delegato - Per ora posso confermare il nostro investimento a Branzi ma la provincia di Bergamo rientra nelle nostre priorità e infatti abbiamo in corso 4-5 colloqui in fase abbastanza avanzata sul cui esito siamo ottimisti. A Bergamo ci interessa senz'altro investire».
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