Sanità

lug192019

Carenza di medici, Laporta (Admenta): da farmacie importante ruolo di supporto

Carenza di medici, Laporta (Admenta): da farmacie importante ruolo di supporto

Carenza di medici: Domenico Laporta di Admenta spiega il ruolo del farmacista nella più ampia cornice del Ssn

«Le farmacie sarebbero in grado di dare un aiuto ma il legislatore dovrebbe consentire ai farmacisti di intervenire in caso di emergenza. I medici hanno un ruolo fondamentale nella diagnosi e nella cura ma potrebbero esserci sinergie con i farmacisti per talune situazioni elementari» con cui un paziente si deve confrontare.
In una intervista a Italia Oggi Domenico Laporta, amministratore delegato di Admenta - che con il marchio Lloyds gestisce 250 farmacie in Italia, e ne ha appena acquistate 27 da Pharmacoop (società di Coop Alleanza 3.0 e Coop Lombardia) - apre una prospettiva inedita per il futuro delle farmacie. Lo spunto è il tema, attualissimo, della carenza, di qui a breve, di medici del settore pubblico; in particolare Laporta si riferisce alla riforma pensionistica "Quota100" e alla possibilità, molto verosimile, che impoverisca i ranghi dei medici di medicina generale.

Farmacie integrate nella medicina del territorio: prescrizioni e vaccini

Non si tratta, per il manager, di puntare sulla farmacia dei servizi, già presenti in varia misura nella catena Lloyds: Cup, campagne di prevenzione, consegna di farmaci a casa. Quanto piuttosto di assegnare alla farmacia un ruolo che vada maggiormente a integrare quello della medicina del territorio. Laporta parla esplicitamente di seguire modelli stranieri già esistenti, nei quali il farmacista può effettuare alcune prescrizioni e praticare i vaccini in farmacia. Facile comprendere come il ruolo di supporto della rete di farmacie tanto per la medicina di emergenza quanto per quella territoriale imponga modifiche sostanziali alla legislazione attuale. Ma per Laporta si tratta dell'unica via da percorrere, in considerazione del fatto che l'universalismo del Servizio sanitario nazionale non è più sostenibile e che nella farmacia italiana vi è «un grande potere inespresso di cui la società avrebbe bisogno».
Ma la domanda nasce spontanea: questo eventuale ampliamento delle competenze del farmacista non andrebbe a confliggere con le prerogative dei medici? Assolutamente no per Laporta: le nuove competenze dei farmacisti sgraverebbero i medici dell'attività più di routine consentendo loro di «concentrarsi sui reali problemi di salute».
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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