Sanità

ott52019

Carenze, Aifa: problema multifattoriale. Necessaria azione condivisa della filiera

Carenze, Aifa: problema multifattoriale. Necessaria azione condivisa della filiera

Le carenze di farmaci sono un fenomeno europeo in crescita serve un coordinamento

Quello delle carenze è un fenomeno sentito un po' ovunque e anche in Italia è oggetto di diverse esperienze di confronto in seno alla filiera. Al tema è stata dedicata una sessione, curata da Federfarma Servizi e dal titolo "I farmaci mancanti: cosa fare per fronteggiare la carenza e l'indisponibilità", all'interno di FarmacistaPiù che si è concluso oggi a Milano. «Abbiamo ritenuto importante focalizzare una volta di più l'attenzione di istituzioni, politica e filiera su un tema così rilevante, da cui dipende la qualità e l'universalità dell'assistenza sanitaria al cittadino» ha commentato Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi. «Il fenomeno di carenze e indisponibilità ci vede attivi da anni e molto è stato fatto anche all'interno del tavolo, sotto la guida di Aifa, che ha riunito tutti i componenti della filiera. Ma la strada è ancora lunga e ci auguriamo che anche grazie a queste occasioni si possa tenere vivo il confronto nella filiera e alta l'attenzione della politica».
«Abbiamo a che fare, oggi, con un fenomeno dalla rilevanza internazionale, crescente per frequenza e dimensione» è stato l'intervento di Luca Li Bassi, Direttore Generale AIFA. «Diverse sono le cause alla base, da quelle di tipo produttivo, legate anche alla globalizzazione, a quelle che impattano sul canale distributivo, quali possono essere il parallel trade. Da parte nostra stiamo utilizzando gli strumenti che la normativa ci ha messo a disposizione - come per esempio la possibilità, in determinate situazioni, del blocco dell'export - e sul tema abbiamo anche avviato una Task Force con la partecipazione dei diversi attori e stake holder e di expertise multidisciplinari».

«Proprio perché si tratta di un fenomeno multifattoriale» ha ripreso la parola Mirone «sono diverse le leve che possono essere azionate per governare la problematica e ognuno deve fare la sua parte. Ma, alla luce di questo, diventa ancora più importante la presenza di una sorta di coordinamento. Casi di cronaca, come per esempio quello relativo alla ranitidina, hanno messo in luce l'importanza di una gestione tempestiva, ma ancora di più di una informazione al cittadino corretta e univoca. In questo senso, mettiamo a disposizione la nostra rete per farci veicolo di comunicazioni fondamentali e ci auguriamo che istituzioni come Aifa possano utilizzare anche questa possibilità».

L'attenzione poi è stata posta anche sugli aspetti della produzione, dal principio attivo al farmaco finito. «Fermo restando che la disparità di prezzo nei diversi mercati continuerà a rappresentare un pesante elemento di rischio in materia» ha detto Enrique Hausermann, presidente di Assogenerici, «le aziende di produzione stanno sollecitando l'introduzione di una procedura semplificata che consenta al titolare del farmaco di importare il prodotto carente dalle proprie consociate all'estero per garantire le forniture ospedaliere. Per quanto riguarda invece la gestione delle carenze in ambito territoriale abbiamo suggerito una diversa gestione delle comunicazioni da parte di Aifa, prevedendo quattro distinte liste che identifichino in maniera separata le reali carenze di natura produttiva, le temporanee indisponibilità, le cessate e le sospensioni dell'autorizzazione alla vendita. L'Aifa potrebbe in questo modo inviare settimanalmente a medici, specialisti, farmacisti la lista aggiornata delle sole carenze, agevolando così la prescrizione di alternative terapeutiche ed evitando pellegrinaggi dei pazienti nelle farmacie territoriali».

Francesca Giani
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