Sanità

mar152016

Carenze farmaci, Di Giorgio (Aifa): controlli a tappeto e revoche licenze a grossisti nel Lazio

Carenze farmaci, Di Giorgio (Aifa): controlli a tappeto e revoche licenze a grossisti nel Lazio
Più di 1200 medicinali spariti a tempo indeterminato dalla distribuzione nostrana. È stata pubblicata dall'Aifa negli scorsi giorni la "lista nera", che ha richiamato l'attenzione sul problema dell'irreperibilità dei farmaci, molti di questi salva-vita. A gettare acqua sul fuoco è il direttore dell'Ufficio farmacovigilanza e anticontraffazione dell'Aifa, Domenico Di Giorgio, che, spiega a Farmacista33 come a partire «da una nostra indagine sulla contraffazione, la Regione Lazio è già intervenuta a fare controlli a tappeto sui propri grossisti, portando a galla fenomeni distorsivi che hanno portato a sospensione e revoca di decine di licenze. Da aprile 2014 a dicembre 2015 siamo riusciti a fermare tutti i furti ospedalieri». A partire dalla formulazione della "black list" dei farmaci introvabili si sono susseguite diverse fasi del progetto, dallo studio dei dati di tracciabilità fino alla messa a punto dei sistemi di controllo e ai controlli stessi, che sono terminati proprio in questi giorni: «Entro qualche settimana valuteremo insieme alle altre amministrazioni quali siano gli strumenti più idonei a trasformare questo progetto pilota in un sistema di controllo nazionale. Vogliamo che il problema venga affrontato a 360 gradi in modo da scongiurare che chi commette irregolarità in una Regione passi semplicemente in quella adiacente». Idealmente, l'Aifa, vorrebbe vedere poi il progetto riproiettato su una scala ancora più vasta di quella nazionale. Il problema dell'irreperibilità e furto dei farmaci, infatti, non è del tutto italiano, anzi, sarò proprio l'Italia domani, in occasione di un incontro con i vertici degli altri Paesi europei, ad andare a spiegare come si fanno a mettere sotto controllo i furti.

«È necessario - afferma Di Giorgio - altrimenti non viene eliminato il problema ma solo spostato: invece di rubare farmaci in Italia, gli stessi autori li ruberanno in Inghilterra». A quanto pare, infatti, in Italia il problema del furto dei farmaci è stato rilevato perché esiste un sistema di tracciabilità apposito, cosa che non sarebbe altrettanto vera in altri Paesi europei: «Quando abbiamo spiegato il problema dei furti dei farmaci agli altri Paesi Europei loro hanno candidamente ammesso di non sapere se abbiano o meno un problema similare perché i furti vengono denunciati a livello locale ma, non essendoci un sistema di tracciabilità, può darsi che i casi non vengano ricollegati. Può darsi che anche in Inghilterra ci siano centinaia di furti, che essendo stati denunciati a 43 polizie diverse non siano stati riconosciuti in un unico schema», spiega Di Giorgio. La speranza, ora, è che con l'approvazione dell'entrata dei capitali senza restrizioni per i distributori nel DDL concorrenza, non si ripresenti una situazione "post decreto Bersani-simile". La rimozione delle incompatibilità tra l'esercizio della farmacia e il commercio all'ingrosso nel 2006, si era inaspettatamente tradotta nell'apertura di centinaia di distributori intermedi, passando così da meno di duecento a quasi mille strutture, di più difficile controllo. «L'esplosione del numero di licenze conseguenti al decreto Bersani è uno dei fattori che hanno contribuito ad alcune delle distorsioni che ci stiamo impegnando a combattere ora - spiega Di Giorgio - Tuttavia, questa nuova normativa va in un'altra direzione, il problema non è l'apertura dei capitali, ma mettere a norma tutti i servizi: si fa crescere un settore, si faranno crescere anche i controlli».

Attilia Burke
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