Sanità

set102019

Carenze farmaci, Federfarma Servizi: no a export parallelo, le associate lo escludono

Carenze farmaci, Federfarma Servizi: no a export parallelo, le associate lo escludono

Carenza di farmaci, Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, esclude la possibilità che le associate svolgano dell'export parallelo

Le società e le cooperative di farmacisti associate a Federfarma Servizi, nel rispetto del servizio pubblico che sono chiamate a svolgere quotidianamente, escludono dalle proprie attività l'esportazione tout court. È quanto ha dichiarato Antonello Mirone, Presidente di Federfarma Servizi, sulle pagine web del proprio house organ, F-online, intervenendo nel dibattitto sul fenomeno di carenze e indisponibilità e rinnovando la disponibilità al confronto con istituzioni e filiera a sostegno di iniziative che possano essere utili per arginare il problema. Le aziende associate, si apprende, hanno manifestato l'impegno a continuare a evitare le esportazioni dei medicinali che risultano carenti sul territorio nazionale: «Le società e cooperative di farmacisti - sottolinea Mirone - si contraddistinguono per lo stretto legame con le farmacie e per la vocazione a offrire loro il miglior servizio da cui dipende la qualità dell'assistenza farmaceutica e dell'accessibilità del farmaco. In più occasioni - ricorda - anche nell'ambito del Tavolo tecnico sulle indisponibilità, coordinato dall'Aifa con le sigle della filiera, abbiamo avuto modo di ribadire quanto le nostre Associate subiscono in maniera drammatica gli effetti delle distorsioni del mercato: nel momento in cui si trovano nell'impossibilità di distribuire i farmaci richiesti, vivono una grave condizione di menomazione del servizio pubblico che intendono svolgere con profonda etica. Per questo, è nostra intenzione continuare a offrire il necessario supporto a tutte quelle iniziative, come appunto il Tavolo tecnico, volte a garantire che i farmaci restino disponibili sul territorio italiano e a contrastare fenomeni che minino il valore del servizio pubblico cui siamo chiamati normativamente come distributori e come farmacisti». E aggiunge: «Per quanto riguarda le nostre Associate non posso che confermare che proprio la loro natura, che le pone al fianco delle farmacie, è alla base della focalizzazione dell'attività di distribuzione esclusivamente sul mercato nazionale, escludendo l'esportazione tout court dalle proprie attività nel rispetto del servizio pubblico che sono chiamate a svolgere quotidianamente. Un impegno che è stato presente in passato e che rinnoviamo per il futuro, a tutela della salute del cittadino». Soprattutto, conclude, se si parla di «medicinali a particolare valenza terapeutica e per i quali sono presenti situazioni di difficoltà nell'accessibilità per i cittadini».
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