Sanità

mag262015

Carenze farmaci, in Calabria ancora forti. In Toscana spiragli grazie a segnalazioni

Carenze farmaci, in Calabria ancora forti. In Toscana spiragli grazie a segnalazioni
Continuare ad adoperarsi contro il fenomeno della carenza di farmaci. Sembra questo l'appello che arriva da più parti del territorio, a fronte di una situazione che, secondo alcune esperienze, si sta definendo soprattutto attorno ad alcuni farmaci particolari, ma, se non peggiora, nemmeno può dirsi in miglioramento, e, secondo altre, pur in un andamento altalenante, mostra, a tratti, qualche spiraglio. «Purtroppo, il problema esiste ancora» spiega Enzo Defilippo, presidente Federfarma Calabria. «Sicuramente, molto è stato fatto, sia da parte degli operatori, che da parte delle Autorità preposte, ma ciò, oltre a denotare certamente una grande volontà, da parte di tutti gli addetti ai lavori, di affrontare e risolvere la questione, non ha portato sino ad oggi risultati concreti. Oggi pensiamo di sapere il perché del fenomeno e per risolverlo molto si è fatto e si sta tutt'ora facendo. Da tempo sono state fatte proposte per combattere quella che è la causa principale di tutto, vale a dire una esportazione speculativa. Soprattutto sono stati suggeriti interventi legislativi, perché, alla fin fine, per combattere alla radice il problema, questo sembra necessario: interventi che dovrebbero riguardare, in particolare, il sistema dei prezzi e quello del rilascio delle autorizzazioni alla distribuzione all'ingrosso. Il problema è anche diventato argomento di discussione in un tavolo ministeriale, lo stesso che si occupa di altri importanti temi quali la remunerazione della distribuzione dei grossisti e delle farmacie, e dove, insieme ai rappresentanti dei Ministeri dello sviluppo economico, delle Finanze e della Salute, siedono i rappresentanti delle associazioni delle diverse componenti della filiera del farmaco. Sono stati anche auspicati maggiori controlli, ma questi da soli senza opportuni cambiamenti normativi non sono sufficienti». Ma, di fatto, «poco o niente è cambiato, né nella nostra Regione, né nel resto del Paese: oggi, come ieri, per alcuni prodotti le farmacie continuano a registrare problemi di approvvigionamento. Ecco, l'unica certezza che mi sembra di avere è che oramai ci sia stato un assestamento nella tipologia dei prodotti carenti. Ma, indubbiamente, non mi sento di poter considerare questo un risultato. Forse potrebbe essere un incoraggiamento rilevare che, per lo meno, non si sia registrato un peggioramento. Tuttavia, ciò non può soddisfarci e, pertanto, dobbiamo assolutamente continuare ad adoperarci per estirpare strategie commerciali, chiamiamole così, che sono causa di gravi difficoltà alle farmacie e di pesantissimi disagi agli assistiti». «Difficile avere dei dati e un quadro chiaro del fenomeno» spiega dalla Toscana Marco Nocentini Mungai, presidente dei titolari regionali, «ma la sensazione è che, nella nostra regione, le carenze siano leggermente calate. È chiaro che si tratta di una situazione fluida, quello che è vero oggi, magari tra quindici giorni non lo è più, ma ci pare, almeno per ora, di intravedere qualche segnale positivo. E tutto sommato il sistema delle segnalazioni sta funzionando, dando qualche risultato».

Francesca Giani

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