Sanità

set202019

Carenze farmaci, l'analisi di Ricciardi: Aifa assuma un ruolo centrale

Carenze farmaci, l’analisi di Ricciardi: Aifa assuma un ruolo centrale

Carenze di Farmaci, la riflessione di Walter Ricciardi sul fenomeno, "paradossale" alla luce della leadership produttiva italiana

In Italia, paese con leadership europea nel panorama farmaceutico con una produzione valutata oltre 32miliardi, persistono frequenti episodi di carenze di medicinali di tutti i tipi, sia salvavita che di uso comune. Questo il "paradosso", messo in evidenza da Walter Ricciardi, docente di Igiene e medicina preventiva all'Università Cattolica di Roma e già presidente dell'Istituto superiore di sanità, sulle pagine di Avvenire nei giorni scorsi, in cui ha proposto una riflessione molto attuale alle luce dei dati emersi dallo studio Pharma Manufacturing 2030, secondo le quali il nostro Paese vanterebbe un primato produttivo con una quota pari al 25% del totale europeo.

Problemi nella segnalazione di carenze

Secondo, Ricciardi "qualcosa non funziona sul piano delle segnalazioni" e quando un farmaco non si trova "lo si viene a sapere con grande ritardo e ciò genera distorsioni impressionanti, sia perché l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) non riesce a proporre per tempo soluzioni alternative sia perché quando la carenza diventa allarme c'è una folle corsa all'accaparramento del prodotto, col risultato che la carenza diventa emergenza reale e prolungata". E indica come presupposto indispensabile l'istituzione di "leggi, politiche nazionali e strategie aziendali, in un clima di trasparenza e fiducia", come già praticato a livello internazionale dalle agenzie regolatorie Fda ed Ema, che hanno politiche diverse. Se la Food and Drug Administration può infatti "intervenire direttamente per risolvere la crisi di scarsità", l'European Medicine Agency, lascia alle agenzie nazionali la gestione del farmaco, e ha istituito nel 2016 una task force per esaminare problemi di disponibilità.

Carenze e filiera del farmaco, parola chiave: collaborazione

A livello europeo, spiega Ricciardi, "la maggior parte delle carenze di medicinali è gestita dalle autorità nazionali", che oltre a cooperare con le aziende, "condividono informazioni con partner internazionali su fonti di approvvigionamento alternative, chiedono il contributo di pazienti e operatori sanitari sull'impatto della carenza di medicinali, adottano misure per consentire l'uso di medicinali o fornitori diversi. La parola chiave è quindi collaborazione". Un processo che deve coinvolgere tutti in un dialogo partecipativo, "produttori, responsabili di approvvigionamento e consegna di farmaci, operatori sanitari (inclusi leader di organizzazioni di professionisti sanitari), gruppi di assistenza ai pazienti e di sicurezza dei pazienti stessi, organizzazioni di acquisto, farmacisti, distributori di prodotti, università, società scientifiche", e che in Italia "attualmente non succede". Da non sottovalutare poi, in un contesto di scambi globali, l'aspetto economico. Frequenti infatti le interruzioni nella produzione di un farmaco "non particolarmente redditizio", la riluttanza nell'investimento per il miglioramento delle strutture adibite alla produzione di generici (che godono di margini di profitto inferiori rispetto alla controparte branded), la preferenza verso l'esportazione a fronte della crescente ostilità "da parte di alcuni dirigenti di agenzie regolatorie".

Carenze di farmaci in Italia e Aifa

Alla luce dei metodi produttivi sempre più complessi, sofisticati e costosi, dell'incremento della domanda, "è improbabile che potremo mai arrivare a un momento in cui la carenza di farmaci non sia più un rischio concreto. Anzi, per alcuni Paesi come l'Italia è molto probabile che il fenomeno si aggravi se non viene affrontato in modo più collaborativo e meno ideologico da parte dell'Aifa".
Riconosciuta l'istituzione di un tavolo di lavoro da parte del Ministero come "un primo apprezzabile anche se tardivo passo", Ricciardi vede nel miglioramento dell'efficienza dell'ente regolatore italiano la chiave per affrontare in modo adeguato il problema.

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